Quasi due mesi di accurata analisi, conti alla mano. E’ ciò che ha fatto la Cgil di Mantova per confrontare i bilanci consuntivi dei comuni mantovani relativi all’anno 2014. Partendo da una consapevolezza: le differenze tra paesi sono normali e prevedibili se si considerano le loro dimensioni e il posizionamento geografico. Tuttavia, alcuni approcci alla spesa sociale o a quella scolastica rapportate ai parametri di dimensione e contesto ma anche analizzate in base al peso che hanno le tasse e i tributi sulle tasche dei cittadini, hanno fatto emergere differenze in alcuni casi anche molto marcate. Prima di tutto, sottolineano il segretario generale Massimo Marchini e Donata Negrini della segreteria Cgil, i comuni conservano una buona autonomia di autofinanziamento attraverso tasse e tributi: possono cioè decidere con una certa libertà d’azione là dove operare - o non farlo - tassazioni più eque e calibrate in base al reddito o alle condizioni di vita dei cittadini.Attualmente, per un comune le tasse hanno un peso, nella totalità, che oscilla tra un 35% a oltre il 50%. In particolare, spesa sociale e spesa della scuola sono qualificanti per una comunità perchè agiscono per i cittadini più deboli e bisognosi di assistenza ma anche sul loro futuro e sulle nuove generazioni.
“In alcuni casi le differenze non sono solo significative ma oserei dire anche imbarazzanti - è il commento di Massimo Marchini - e dimostrano con sempre più chiarezza che abbiamo bisogno di unire i comuni per riuscire a fare vere politiche territoriali che diano la possibilità di garantire i servizi ad una comunità più ampia, in modo uniforme e omogeneo e soprattutto dignitoso. Ne abbiamo un esempio virtuoso con l’esperienza dei comuni di Borgoforte e Virgilio”.
Spesso i comuni molto piccoli a questi capitoli di spesa destinano cifre quasi irrisorie, ma la scelta è anche molto vincolata al funzionamento del sistema -comune, quindi si ha qualche sorpresa. Acquanegra sul Chiese, ad esempio, è il comune che più investe in spesa sociale, ma conta sul proprio territorio una casa di riposo che da tempo l’amministrazione sostiene.Mariana Mantovana invece spende più per la scuola, ed è l’esempio chiaro di come i comuni molto piccoli lavorino con cura per mantenere aperte le proprie scuole e “difenderle” garantendo servizi come scuolabus, doposcuola o mensa, di sicuro incentivo per le famiglie.
Borgofranco sul Po è invece ultimo per investimenti in scuola e terzultimo per spesa sociale, ma è un caso particolare, visti i suoi soli 782 abitanti.
Suzzara invece applica per scelta una tassazione molto bassa ma si colloca al 57mo posto per investimenti scolastici e al 20mo per spesa sociale. Insomma, chiede poco ma garantisce poco ai cittadini.
Particolarmente interessante, infine, il confronto tra i comuni della Grande Mantova che meritano un focus a parte nella ricerca della Cgil. Mentre il capoluogo mantiene il primo posto in tutte le classifiche di spesa sociale, tasse e scuola - insomma, fa pagare i servizi e li eroga nella stessa misura -, in realtà il comune che si dimostra più virtuoso è Porto Mantovano, in quinta (e ultima) posizione per tasse - è cioè quello che fa pagare meno tributi ai cittadini - ma è secondo per spesa sociale e per scuola, mostrando di considerarli proritari.


