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Le Chiese della Riviera del Po

cuoghi16 001 228x240E' oggi la giornata chiave per lo zuccherificio di San Quirico, in provincia di Parma, che deciderà se essere attivo o meno nell'annata 2016.

Dall'azienda finora non trapela nulla e la decisione è attesa dai produttori mantovani di bietole, che si sono finora appoggiato sullo stabilimento parmense ma che ora rischiano una delocalizzazione forzata: “Le alternative possibili alla eventuale chiusura di San Quirico – spiega Enzo Cuoghi, presidente di Apb-Cnb – sono due. Una è rappresentata dallo zuccherificio di Minerbio, appena fuori Bologna, l'altro da quello di Pontelongo, in provincia di Padova, entrambi stabilimenti della società cooperativa CoproB. Queste due soluzioni però garantirebbero copertura solo per il Basso Mantovano, quindi Suzzara, Revere, Sermide o Poggio, che si appoggerebbero sul bolognese, e per la parte est della provincia, quindi le zone di Ostiglia, che farebbero riferimento allo stabilimento veneto. A rischio sono i coltivatori dell'Alto Mantovano, che potrebbero perdere per sempre la possibilità di coltivare bietola qualora San Quirino chiudesse, per la troppa distanza con gli altri due zuccherifici”. Quali sono le stime produttive della bietola per il 2016 dunque? “Nel Mantovano – prosegue Cuoghi – in passato sono stati coltivati anche quasi 7mila ettari, ma veniamo da un 2015 molto negativo, con meno di duemila ettari coltivati a bietola. Questa riduzione è stata dovuta al calo del prezzo della bietola, fermo a 38 euro a tonnellata, il più basso negli ultimi otto anni, e da un grosso calo nella produzione. Fattori,questi, che oltre ad aver diminuito del 30% le entrate rispetto al 2014 hanno diffuso sfiducia e disaffezione verso questa cultura. Ecco perché, se San Quirico non chiudesse, andremmo poco oltre il migliaio di ettari di bietole”.