Da Sabato 1° ottobre è aperta al publico una mostra antologica del Maestro e Accademico Eugenio Tomiolo alla Galleria Arianna Sartori di Mantova in via Ippolito Nievo, 10.
La retrospettiva, a cura di Lucio Spedo, Pietro Zonzin e Arianna Sartori, sarà visitabile fino al prossimo 13 ottobre con apertura dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30, chiuso festivi.
Eugenio Tomiolo. Nasce a Venezia il 18 gennaio 1911. Frequenta la Scuola d’Arte dei Carmini, fa pratica di restauro nella bottega del maestro Moro e apprende la conoscenza e l’uso dei metalli presso il maestro Umberto Bellotto; negli anni 1934-35 frequenta l’Accademia Cignaroli di Verona.
Dal 1937 al 1940 vive a Roma ove entra in contatto con la Scuola Romana. Alla fine della guerra, nel 1945, si stabilisce a Milano dove vive le vicende artistiche nel gruppo di Corrente.
Nel 1951 gli viene attribuito il primo premio di pittura “Città di Lissone” con l’opera: Il mare alla finestra.
Nel 1967 realizza due grandi mosaici per la fontana antistante il nuovo Ospedale di Legnago. Nello stesso anno l’Ing. Pilade Riello gli dedica una fondamentale monografia sulla pittura e sul disegno, con testi di Mario De Micheli e Franco Loi.
Nel 1971 appare il monumentale volume a cura di Marcello e Rosalba Tabanelli de “il Mercante di Stampe” di Milano, che raccoglie 381 opere fra: acqueforti, puntasecche e acquetinte, presentate dal critico Raffaele De Grada.
Nel 1972, in occasione dell’importante mostra tenuta a Parigi presso la Galleria J.P.R. e presentata dal critico Clode Roger Marx, il “Cabinet des Estampes de la Biblioteque National de Paris” acquista tre opere del Maestro per la propria collezione.
Nel 1997 il Capitolo di San Pietro in Vaticano, commissiona al Maestro, per il “Museo del Tesoro della Basilica di San Pietro”, una natività intitolata: La luce di Cristo Gesù illumina ogni popolo.
Negli ultimi anni approfondisce il suo interesse per la poesia in lingua veneziana, che trova espressione in varie raccolte, alcune edite da Vanni Scheiwiller: “Oseo gemo” (1984) con saggio introduttivo di Franco Loi, “Aqua” (1991) con prefazione di Franco de Faveri. Nel 1986 gli viene assegnato il premio Lanciano per cinque poesie inedite. Nell’antologia “La Poesia in dialetto” nei Meridiani della Mondadori, Franco Brevini lo include fra le voci più vere del novecento dialettale.
Ha tenuto decine di personali in Italia e all’estero e partecipato a numerose collettive.
È stato Accademico di merito per le Arti, Lettere, Scienze e Cultura dell’Accademia dei Cinquecento, dell’Accademia Tiberina e dell’Accademia Burcardt di Losanna.
Muore a Rovigo il 12 gennaio 2003.


