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Le Chiese della Riviera del Po

ponte Po 320x185Fiume Po, ponte fra Castelnovo Bariano (Ro) e Sermide (Mn), confine naturale interregionale, interprovinciale e intercomunale, uno snodo stradale di fondamentale importanza lombardo-veneto-emiliana. L’infrastruttura a costruzione statale fu aperta senz’inaugurazione il 20 luglio 1971 ed affidata coattivamente alle amministrazioni provinciali di Mantova-Rovigo per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Il ponte, comprese le due rampe di accesso, misura 1 km, per 2/3 di pertinenza rodigina, il resto mantovana. Figlio di un dio minore, fu abbandonato a se stesso per troppo tempo, quando dopo il 2000 gli allora sindaci di Castelmassa e di Sermide Gulmanelli e Porta fecero pressione, pure grazie alla stampa locale di qua e di là del Po, su Palazzo Celio e Di Bagno per interventi manutentivi emergenziali, poi realizzati. Rovigo in merito fece installare 65 punti luce fotovoltaici utilizzando fondi specifici Ue, Mantova no: un ponte illuminato solo per il 67% fece news ai vari livelli, tanto che si mosse persino il mitico Gabibbo di Striscia la notizia. Solo allora (novembre 2004) l’Amministrazione provinciale virgiliana implementò i suoi 31 pannelli solari, ma la questione non si risolse. In breve la tecnologia impiegata si rivelò carente e troppi lampioni, oltre ad avere scarsa intensità luminosa, si guastavano spesso e volentieri, mentre nessuno interveniva, ben sapendo che a nord delle Alpi l’illuminazione pubblica a pannelli solari è evoluta da tempo, prevedendo doppia alimentazione, elettrica e radiale tanto che niente si guasta mai. Nel 2011 il Comune di Castelnovo Bariano, di fronte alle motivate proteste di tanti cittadini locali e non, oltre alla latitanza rodigina, risolse la questione una tantum: fece collegare i 65 punti luce veneti alla propria rete elettrica pubblica e la questione fu risolta for ever; nel 2015 si passò all’avanzata illuminazione a led. Solo Sermide e Mantova lasciarono perdere tanto che ancora a fine 2016 il ponte sul Po è stolidamente illuminato solo parzialmente e ciò è semplicemente tragicomico; inoltre pedoni e ciclisti percorrono l’arteria fluviale a proprio rischio e pericolo. I tanti cittadini utenti dell’infrastruttura sperano sempre che Sermide e Mantova trovino i soldi per i 31 punti luce lombardi, risolvendo prima o poi questa piccola ma significativa emergenza viaria tipica di un’Italia solo burocraticamente pasticciona.