A Sermide, presso il Circolo Arci Chinaski, durante il weekend dall'8 al 10 dicembre andranno in scena 3 concerti.
Venerdì 8 - Vespertina (Acoustic) e Bob Corn (Folksinger)
Glossolalia è il primo ep di Vespertina, pseudonimo di Lucrezia Peppicelli, cantautrice perugina sognante e fosca, già attiva nel gruppo grunge/shoegaze Vivienne the Witch, che dal 2013 gioca con la sua lingua natale, creando brani per curare le ferite del cuore. Un amico cordiale ha descritto le sue composizioni come “melodie funeree”, canti dalle venature pop che raccontano un romanticismo luttuoso. Tra le svariate date da lei compiute, ha dato supporto al cantautore luciferino King Dude, al gruppo newyorkese Feathers+Eyes e alla chitarrista canadese Kaki King, oltre a festival con diverse band della scena underground italiana. Nel dicembre 2014 esce il suo primo singolo, Émeraude, compreso nella compilation di band umbre Humus, curata dall’associazione musicale perugina Doremilla. Ora lei attende sognando.
Tiziano Sgarbi in arte Bob Corn è il padre spirituale di buona parte della scena indipendente, specialmente nell’area emiliana. Fondatore di Fooltribe, organizzatore di Musica nelle Valli (festival indipendente che ormai da quasi vent'anni anni propone band da tutto il mondo) e cantautore folk che ha il sapore di altri tempi. Mai inclinato alle mode, lontano dal valutare le canzoni come “prodotti” musicali.
Nel 2016 Bob Corn (e le sue canzoni) sono stati anche protagonisti di "Inagibile" cortometraggio diretto da Giulia Natalia Comito, in cui Tiziano racconta l’elaborazione di un dramma collettivo – il terremoto in Emilia del 2012 . E lo fa da protagonista, anch’esso terremotato, alternando il racconto orale alla sua musica, nel corso di tre concerti tenuti in altrettanti luoghi simbolici: la vecchia casa di San Martino Spino, il villaggio Map (Moduli abitativi permanenti) di Finale Emilia, un non-luogo che ancora oggi dà un tetto a decine di famiglie e la sede dell’Associazione Mani Tese. Da anni Bob Corn interpreta la sua musica come interpreta la sua vita; dalla pianura padana, ha viaggiato per tutta Europa e per gli States con la sua piccola chitarra e con le sue grandi storie.
Sabato 9 - Indianizer (Psych Tropical Beat)
Cosa vuol dire esattamente Indianizer? Significa “indianizzatore”. L’indianizzatore è una vocina nella testa che ti fa desiderare spiagge tropicali ed enormi elefanti bianchi. E’ un tasto speciale che ogni persona possiede dentro di sé, spesso senza esserne realmente conscio. Se premuto, avvia un processo di cambiamento irreversibile, ovvero la scoperta di tutto ciò che non gli appartiene, la curiosità di esplorare culture, tradizioni, costumi e visioni differenti. Il gruppo è attualmente composto da Riccardo Salvini (voce/chitarra, Foxhound), Gabriele Maggiorotto (batteria, Deian e Lorsoglabro), Salvatore Marano (synth bass, Jumpin’ Quails) e Matteo Givone (chitarra, Maniaxxx). Nessun concerto è mai stato uguale ad un altro. Istinto e improvvisazione sono i punti forti di un live che alterna momenti di contemplazione meditativa a veri e propri tsunami di onde sonore. Continuamente in equilibrio sotto le onde dell’oceano, ricercando mondi che non esistono se non nei sogni. Tutto appare nuovo, se visto con occhi diversi. A inizio 2016 pubblicano il loro primo disco, “Neon Hawaii”, un concentrato di tutto il mondo musicale degli Indianizer, in bilico tra psichedelia e suoni tropicali.
Domenica 10 - Kine Hjeldnes (Alt Electro From Norway)
Kine Hjeldnes è una delle più interessanti cantautrici della scena alt-electro norvegese. Musicista autodidatta, compone e produce la sua musica dal 2014. I suoi ultimi singoli, “Feathers” e “Morpheus” son stati trasmessi sulle radio nazionali Norvegesi e ben recensiti sul Blog di musica The Line of Best Fist che descrivono il suo Lp così:
“Nonostante la parte strumentale delle canzoni sia un magnifico mix di suoni vintage sci-fi, con bassi synt dalle atmosfere dark e percussioni sincopate, è la voce di Kine la vera star dei brani, che raggiungendo a tratti un livello di teatralità lirica, ricorda Kate Bush non solo nella voce ma anche nei testi raccontando di sogni onirici, del mare del nord e del dolore. Quando Kine canta “I coluld not scream” ripetutamente è tanto ammaliante quanto impressionante.“
Il 2017 è stato finora l’anno più impegnato per lei. È stata ospite due volte alle sessioni “casalinghe” di Sofar Norway, ha suonato a diversi festival come Novafest e partecipato al famoso festival di Oslo by:Larm. In ottobre ha aperto il concerto di Seth Haley, in arte COM TRUISE.
La sua musica può essere identificata come alternative electronic-pop, attingendo qua e là riferimenti e fonti d’ispirazione appartenenti a campi e generi molto diversi tra loro. Immersa nella musica anni 60, 70 e 80, cerca di rubare quella sfacciatezza che contraddistingue quelle decadi, facendosi influenzare dalla scienza, il rumore, l’horror, il pop, gli ABBA, Haruomi Hosono, Youtube senza tralasciare quelle figure femminili che hanno altrettanto ispirato la sua musica come Tove Lo, Sia, Solange, Whitney Houston, Susanne Sundfør e molte altre.
Kine terminerà il 2017, anno davvero splendido, con 2 settimane di Tour per l’Italia. Porterà con lei i suoi amici e fidati musicisti che non vedono l’ora di esibirsi suonando vecchie e nove canzoni per voi.


