Il giorno di Ferragosto, a ulteriore conferma della feralità di questo 2022 che ci ha colpito negli affetti anche più cari, se n’è andato Ado Tebaldi, nostro collaboratore instancabile e sostenitore tra i più entusiasti.
Ado amava Sermide come il suo amico Giorgio Dall’Oca e insieme a lui soffriva del decadimento progressivo della sua città. Aveva contribuito con il suo lavoro di tecnico nella Coop Edile Sermidese alla ricostruzione del suo paese nel dopoguerra. Era un cittadino attivo: partecipava a quasi tutte le manifestazioni pubbliche e aveva cominciato a seguire la Pallacanestro della Polisportiva, soprattutto nel campionato di serie D. E dopo la parentesi cestistica aveva continuato a seguire il giornale della Polisportiva “Sermidiana, il mensile di cultura e sport”.
L’inizio della sua collaborazione con Sermidiana, quindi, si perde negli anni, così come accade ai personaggi mitologici, che sono da sempre e per sempre saranno.
Maretti Tregiardini coniò per lui l’affettuoso epiteto “tabellarius”, vale a dire messaggero, corriere, postino. E Ado è stato per noi anche questo.
L’inattaccabile entusiasmo di Ado quando arrivava in redazione il nuovo numero di Sermidiana Magazine, fresco di tipografia, ci ha sempre commosso e stupito: Ado ha amato questo giornale, lo ha sempre sostenuto e fino all’ultimo si è speso per la sua diffusione: ha consegnato porta a porta tutti i mesi la sua cinquantina di copie, anche il recente numero estivo di luglio – agosto 2022.
Presenza silenziosa, ma attenta, dove non arrivava l’udito è sempre arrivata la sua sensibilità di uomo buono e generoso.
Di poche parole e molti fatti, Ado è stato una presenza costante in tutte le manifestazioni organizzate sul territorio comunale, a conferma del suo amore per Sermide.
Ogni mattina veniva in redazione a leggere la Gazzetta e a raccontare le ultime novità, poi si alzava e usciva alzando una mano in forma di saluto e un bel “Ci vediamo, gente! Meno male che a Sermide c’è Sermidiana...”
Ci mancherà Ado, con la sua forza d’animo e la sua simpatia.
Ciao Ado, amico caro!
La redazione


