Due splendide giornate quelle dedicate al 160° anniversario dell'incendio di Sermide nel 1848: il sabato mattina alla scuola Media i ragazzi delle classi terze hanno svolto una rilettura multimediale di quel passaggio storico (fondamentale per la storia di Sermide e del Risorgimento), attraverso una lucida riflessione umana e civile. Lo storico Luigi Gualtieri ha coronato la mattinata, nella sala dedicata a Giovanni Degli Esposti gremita di studenti e di genitori, con una lezione di storia risorgimentale in cui ha messo in rilievo l'eroismo esemplare dei sermidesi nella primavera del '48.
Nel pomeriggio del sabato ci sono stati altri due momenti celebrativi: l'inaugurazione, nella sala civica di via Roma, della ricca mostra sul Risorgimento e al Capitol l'apertura dell'anno accademico dell'Università Aperta con la Lectio magistralis dello storico Maurizio Bertolotti che ha sottolineato l'ardimento contro gli austriaci di tutta la popolazione locale al pari di Brescia o di Milano. La sala rossa del Capitol era gremita, con la presenza di numerose autorità politico-istituzionali del Comune, della Provincia e della Regione.
La domenica mattina le celebrazioni si sono spostate per le vie del centro storico pavesato dai tricolori. Ad accompagnare la cittadinanza, che si è fatta via via più numerosa, la banda di Poggio Rusco-Quistello. I làbari comunali, delle associazioni combattenti e umanitarie hanno preceduto il corteo che, dopo aver sostato sotto la torre civica e presso il monumento ai caduti, ha ascoltato attento i discorsi ufficiali di commemorazione di questo anniversario.
Il grande successo di queste manifestazioni è dovuto soprattutto al lavoro di equipe dell'Amministrazione comunale insieme alla Pro Loco, alla Scuola, all'Università Aperta e a Sermidiana. I loro rappresentanti hanno dato vita a un Comitato per le celebrazioni, preparando un programma ricco e significativo per commemorare il passaggio storico più significativo della storia sermidese che è diventato Storia patria.
Non si può però passare sotto silenzio la colpevole assenza dei nostri “piccoli politici locali”, coloro che si piccano di rappresentare l'opinione pubblica sermidese nelle varie tornate elettorali, nelle sedi di partito, nei convegni da loro organizzati, nelle lettere al direttore dove pontificano sui massimi sistemi. Tutti questi, nessuno escluso, hanno ignorato questo momento solenne in cui Sermide cerca e trova la propria identità storica, per costruire con rinnovata coscienza il proprio futuro.



