Antonella Castagna è la nuova Segretaria generale Spi Cgil di Mantova, eletta lo scorso venerdì pressoché all’unanimità (35 voti favorevoli su 36) dal direttivo dei pensionati come successore di Massimo Marchini, da dicembre Segretario generale della Cgil di Mantova.
La nuova Segretaria ha iniziato l’attività sindacale nel 1989 in Banca Agricola Mantovana, dove fino al 2001 ha ricoperto l’incarico di segreteria di coordinamento della banca e per otto anni la Segreteria generale della Fisac. Dal congresso del 2001 fa parte della Segreteria della Camera del lavoro di Mantova, dove ha ricevuto nuove deleghe occupandosi del mondo dei migranti, del dipartimento artigiano, dei diritti, partecipando all’organizzazione delle varie campagne promosse da Cgil in questi anni, tra cui il referendum sulla Costituzione. Ha inoltre ricoperto il ruolo di Presidente del Csf di Mantova e dal 2007 segue la negoziazione con i comuni, la sanità e più in generale le politiche sociali.
Nella dichiarazione programmatica, Castagna ha raccontato: “La Cgil mi ha dato l’opportunità di crescere e di fare questa grande e ricca esperienza di vita, anche perché mi sono sempre riconosciuta nei valori espressi dalla nostra organizzazione”.
Ha inoltre ribadito le richieste già espresse in precedenza al Governo dal Sindacato dei pensionati, di riprendere subito la trattativa per garantire il potere d’acquisto delle pensioni nonché di procedere con l’approvazione di una legge nazionale sulla non autosufficienza e con lo stanziamento di risorse adeguate per le persone non autosufficienti.
“Vogliamo far cambiare le priorità dell’agenda politica del nostro paese per poter ottenere risultati concreti a favore del miglioramento delle pensioni e della qualità della vita di milioni di anziani”.
Nel discorso la nuova Segretaria ha richiamato anche l’esperienza nella Segreteria della Camera del Lavoro, che spenderà nel nuovo ruolo: “Vorrei anche approfondire di più il tema dell’immigrazione, non solo perché le collaboratrici familiari assistono i nostri anziani, ma più in generale. La nostra deve essere una società dell’accoglienza e dell’integrazione. Non è facile, ma dobbiamo provarci e dobbiamo sostituire la paura con la speranza”.


