CAPITANI DI VENTURA
Sermide – Pievese : 2 – 2
Dopo tanti monologhi biancoblù, finalmente una recita vibrante e combattuta, interpretata da due contendenti che sanno ciò che vogliono. Mister Savoia si affida ai suoi moschettieri d'apertura: Bighinati tra i pali, Botti, Malagò, Negrini e Travaini in difesa; Bertelli, Mari e Varani nel mezzo, con “D'Artagnan” Guicciardi a dirigere gli affondi di Bisighini e Mantovani. Mister Branchini sistema capitan Bernardelli in retroguardia a dare manforte a Bocchi e Penitenti, mastini alle costole delle punte sermidesi.
Come da copione l'iniziativa la prendono i biancoblù che però sono insolitamente compassati e quasi accademici. Gli ospiti invece sono sornioni ma hanno le orecchie dritte, giocano guardinghi ma studiano gli avversari e poi sapranno dove colpire.
Dopo un quarto d'ora c'è una torre di Mantovani che fa scivolare giù a Bisighini una palla d'oro: la quercia biancoblù è però abbattuta senza tanti complimenti e l'arbitro assegna il rigore. Guicciardi impugna il suo fioretto, Negrelli vola sulla sinistra, para ma non trattiene e l'attaccante sermidese, con la seconda stoccata lo infilza inesorabilmente. Pochi minuti dopo, Travaini carica la catapulta dalla lunga distanza ma il portiere pievese si libra nel vuoto e devia in angolo. La compagine di casa ha tutta l'aria di accontentarsi e non forza; i grintosi cursori pievesi, al contrario, hanno tutti le mazze ferrate e randellano che è un piacere. Uno dopo l'altro finiscono nella tabella dei puniti ma non ne fanno un dramma perchè guadagnano metri e palloni fino a che, poco dopo la mezzora, il pareggio è maturo. Sulla destra Bonzanini difende a lungo, con il coltello tra i denti, una palla preziosissima e poi la spedisce dall'altra parte: qui c'è Pascon che di destro vibra un fendente micidiale che fulmina l'estremo difensore biancoblù. La ripresa è cominciata da pochi minuti ed i padroni di casa tornano in vantaggio con una autentica prodezza balistica di Bisighini. La punta biancoblù, al largo dagli staffili del suo angelo custode, viene a trovarsi tutto solo a più di venti metri dai tre legni pievese ma non ha un attimo di esitazione. Prende con calma la mira e quasi da fermo scaglia un proiettile che si infila ciclonico all'incrocio dei pali.
Gli ospiti non battono ciglio ed il loro giovane tecnico ha le idee chiare e la spavalderia del condottiero. Fuori Zapparoli e dentro Foin: Bonzanini in acrobatica serpentina porta il cuoio fin sui piedi di Naumann che per un soffio non riesce a portare a segno il colpo. Fuori Remondini e dentro Manna: la formazione pievese è sempre più insidiosa. Capitan Varani è in evidente affanno e costringe Bertelli e Mari a fare gli straordinari; Guicciardi, con grande intelligenza tattica, si fa trovare sempre vicino ai compagni in difficoltà ma la spinta dei biancoverdi è costante, vigorosa e culmina con il gol che pareggia di nuovo il conto. L'inesauribile Bonzanini, dopo una insistita azione sulla sinistra, si sbarazza di Travaini e butta nel mucchio: Penitenti piomba in mezzo al groviglio di quadricipiti ed in spaccata mette dentro.
L'impeto atletico del collettivo ospite, alimentato da forze fresche validissime e da una determinazione agonistica davvero considerevole, raggiunge il livello di guardia. Sui biancoverdi fioccano le ammonizioni che è un piacere ma la loro spinta non si attenua; fuori Naumann e dentro Ibrahimi: i levrieri pievesi continuano a correre, ad incalzare, a mordere le nobili caviglie dei sermidesi che cominciano a vacillare. Mister Savoia decide allora opportunamente di inserire il giovane Guidorzi al posto di Varani, che però non fa onore ai suoi galloni da capitano: a capo chino ed a passo svelto esce subito dal campo e va dritto verso gli spogliatoi, senza dare la canonica stretta di mano al compagno che subentra.
Per somma di ammonizioni è espulso Begnardi e poco dopo viene annullato un gol a Mantovani: pur in inferiorità numerica la Pievese è pericolosa. Bonzanini, su punizione, disegna in cielo una cometa paralizzante: Bighinati, immobile, è scavalcato ma alle sue spalle è la traversa che lo salva. Botti e Malagò respingono palloni velenosi ma soprattutto Guicciardi dà fondo a tutto il suo repertorio tecnico e temperamentale ed il vascello biancoblù mantiene la rotta. Nel finale la compagine ospite perde anche Pascon, espulso per somma di ammonizioni e pochi istanti prima del triplice fischio finale, “D'Artagnan” Guicciardi, dal limite, libera il suo destro vellutato: la sfera, impercettibilmente toccata da un avversario, sbatte in pieno sul palo alla sinistra del portiere pievese e finisce sul fondo.
Nella foto: Claudio Guidorzi, giovane promessa biancoblù


