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Le Chiese della Riviera del Po

Samuele_Mari_271x240Sermide – Porto Mantovano = 1 – 2

Nella foto : Samuele Mari, anima e cuore del centrocampo sermidese

BISIGHINI : una prova complessivamente non sufficiente

BIGHINATI : è incolpevole sulla folgore di capitan Palmieri al primo minuto. Le punte avversarie gli arrivano a distanza di fuoco lanciate a cento all'ora ma le sue uscite sbrogliano le situazioni. Brivido sulla sua uscita contro Masanelli che tocca per primo ma manda la sfera sul fondo di un soffio. Ancora una fulminante saetta di Palmieri ma “Sandokan” si distende flessuoso come una tigre e la artiglia deviandola in angolo. Però, sulla susseguente battuta dalla bandierina esce incredibilmente a vuoto e Vaina, di testa, lo anticipa inesorabilmente. Inciampato

BOTTI : non si muove dalla linea dei sedici metri per dare manforte a Malagò e suda sette e più camicie. La pressione degli attaccanti ospiti è costante e la sua presenza è indispensabile per arginarne la pericolosità. Sono però così più limitati del solito i suoi appoggi al centrocampo che, mai come oggi, ne avrebbe così bisogno. Tribolato

BERTELLI : è stranamente nervoso, quasi frenetico e sembra avere smarrito lo smalto delle sue giornate migliori. Corre, sgomita, si sgancia ma i mastini della mediana portuense sono implacabili e lo fermano. Ha speso moltissimo sul piano fisico e col passare dei minuti il suo concorso al gioco d'attacco risulta sempre più declinante. Spremuto

FRANCIOSI : ancora una volta, pur giocando uno scampolo limitato di partita, fa vedere distintamente di che pasta è fatto. Entra a rilevare Bertelli in un movimentato e palpitante finale ma gioca con una grinta ed una determinazione davvero sorprendenti. La sua crescita calcistica appare ricca di piacevoli sorprese. Vitale

MALAGO' : ingaggia un duello tutto muscolare sia contro Shabi che contro Vaina. Con il lato sinistro della difesa sermidese costantemente scricchiolante, rimane a presidiare la zona senza mai allontanarsene. Mantiene sempre la calma ed i suoi interventi risultano precisi ed efficaci. Ma non è una macchina infallibile neppure lui ed all'unica sua distrazione gli ospiti raddoppiano. Valente

MARI : con il poco aiuto ricevuto da Speltri alle sue spalle, è costretto a giocare ruvido e l'impostazione della manovra ne risente qualitativamente. Ma con lo scorrere dei minuti gli brucia dentro il sacro fuoco di Olimpia. Va al contrasto contro gli sbrigativi cursori avversari e propone subito invitanti palloni. Sotto il profilo atletico è in condizioni smaglianti e regge bene il confronto fino alla fine, senza che la cifra tecnica abbia troppo a calare. Medaglia d'oro

MAGNANI : guizzante e veloce, mette da subito in allarme la retroguardia degli all blacks, trovando intesa e collaborazione con Mari. A tu per tu con Stanise tira a colpo sicuro ma il portiere avversario ribatte. E' un “Duca” ispirato, intelligente, che detta bene il passaggio ma non trova la complicità nei compagni d'attacco. Anche nel secondo tempo, nonostante il gran correre la sua mente è sempre lucida ed i suoi piedi vellutati. Bella e sfortunata la sua girata di destro bloccata dall'estremo difensore portuense, volitiva e vincente la sua penetrazione dalla sinistra, conclusa con il colpo di pennello che va a baciare la fronte di Andrea Mantovani. Medaglia d'argento

Andrea MANTOVANI : risente ancora un po' dell'infortunio patito due settimane fa e si affaccia poco in avanti. Il suo sostegno al gioco della squadra è più rilevante ed incisivo nel secondo tempo. In avvio sfiora il pari con un colpo di testa malandrino ma poco dopo spreca una ghiotta occasione a due passi da Stanise che blocca a terra. Il suo fiuto e la sua classe lo portano ad essere puntuale e pregevole autore del gol che riaccende le speranze sermidesi. Però all'appuntamento che conta, a pochi minuti dal termine, la dea bendata gli volta le spalle e la sua conclusione è fuori di un soffio. Medaglia di bronzo

MELECCI : entra nella seconda frazione a sostituire Speltri e la sua prestazione è un'altra inconfutabile prova di quanto è ormai pronto e maturo per il palcoscenico da qui a maggio. Tecnicamente fa quello che deve fare senza fronzoli ma con efficacia e temperamentalmente è solido e sicuro, non guarda in faccia a nessuno. Il fianco sinistro della retroguardia sermidese non vacilla più dopo il suo ingresso ma ormai è troppo tardi e neppure a lui, Riccardo “Cuor di Leone” riescono i miracoli. Guerriero

NEGRINI : i veloci Fazzi e Shabi partono da lontano e per contenerli deve usare le maniere spiccie ma al contempo è costretto a ridimensionare le sue sortite offensive. Anche nella ripresa gioca più per la rottura che per la costruzione e fatalmente l'intero collettivo biancoblù ne risente. Neutralizzato

POLASTRI : si danna l'anima per coprire le ripetute falle che si aprono nel centrocampo sermidese ma il suo è sovente un girare a vuoto. Nel secondo tempo non si risparmia ma la precisione e la pulizia tecniche sono un'altra cosa. Non era certamente facile opporsi alle continue folate degli ospiti ma sul piano atletico ha mostrato la corda un po' troppo presto. Sommerso

SPELTRI : sotto il profilo dinamico e tecnico Gavioli e Masanelli lo sovrastano e la fascia sinistra della difesa biancoblù è pericolosamente sofferente. Non gli riescono neppure gli appoggi più agevoli e quando i compagni si offrono all'impostazione, vengono sistematicamente ignorati. La sua volontà è innegabile ma non basta contro i punteros degli all blacks, che lo hanno messo in angoscia per tutto il tempo che è stato in campo. Soffocato