Calcio: 1^ giornata di ritorno
Nella foto: (da sin.) “Duca” Magnani, Ferrari e A. Mantovani, protagonisti della bella vittoria biancoblù
BIGHINATI: è comprensibilmente sorpreso dalla zampata in mischia di De Angeli ma nel corso dell'intera gara la sua attenzione non viene mai meno. Le punte avversarie sono ben controllate dai compagni della difesa: si esibisce in un paio di prese aeree ma senza particolari patemi e tutto scivola via senza ulteriori grattacapi. Assolutamente veniale la sua momentanea esitazione nell'opporsi all'incursione di Giacomelli a pochi minuti dal termine, con il risultato già al sicuro. Dignitoso
BOTTI: avanza spesso in aiuto di Mari e Magnani e le sue sortite offensive risultano efficaci e produttive. Mette il bavaglio agli attaccanti bianconeri ed anche nella ripresa si sgancia a ripetizione, portando positivamente il suo peso atletico e d'esperienza nella zona nevralgica della contesa. Ardito
FERRARI: è protagonista del duetto vincente con A. Mantovani al primo minuto. Scatta sempre convinto e brioso a dettare il passaggio in profondità, lacerando ogni volta il tessuto connettivo della difesa casteldariese. In avvio del secondo tempo, al centro di un caotico assembramento non autorizzato in area ospite, calcia a due passi dalla linea bianca ma Kovaci gli ribatte la sfera. Tambureggiante incursione ancora in coppia con A. Mantovani, conclusa con una acrobatica sforbiciata fuori di poco. C'è il suo innesco alla detonante azione che porta al terzo gol sermidese. Medaglia d'argento
Mattia MANTOVANI: presidia con autorità e senza tanti fronzoli stilistici la zona rossa davanti la porta biancoblù. Stende senza tanti complimenti Previdi, finisce dritto dritto sul taccuino dei cattivi ma la sua furia agonistica non si placa. La sua regìa difensiva è impeccabile, il suo trance agonistico è assoluto e ne è la prova la reprimenda fatta nel finale della partita a Bighinati, per rammentargli una presunta leggerezza compiuta sull'irruzione di Giacomelli: il risultato era già in cassaforte ma Mattia non ammette distrazioni. Aiace
Andrea MANTOVANI: le lancette del cronometro hanno appena finito di percorrere il primo giro del quadrante ed il suo rapporto di sublimi estri calcistici con Ferrari genera il frutto del vantaggio: riceve la palla al limite dell'area avversaria e con una calma olimpica trafigge Rossato. Giostra vicinissimo al compagno e sono ogni volta efficaci e brillanti i suoi scatti, i suoi appoggi, i suoi inserimenti. Nella ripresa, dinamicamente parlando, veleggia una spanna più in alto dei difensori bianconeri. Si eleva imperiosamente ad incornare una deliziosa parabola dal corner di Magnani ma la palla è alta. Il suo dovere lo ha svolto fino in fondo. Balestriere
MARI: velocità e prontezza di riflessi ne caratterizzano la prestazione per tutto il primo tempo. E' sempre attivo a triangolare con tutti i colleghi di reparto e la sua azione consente ad A. Mantovani di stazionare vicino a Ferrari e di essere lucido ed incisivo nella impostazione del gioco offensivo. Nella prima parte della ripresa si accolla pure il lavoro più sporco, supportando con i suoi polmoni l'azione in mediana di Polastri e Varani. All'affievolirsi della spinta casteldariese, abbassa lievemente il numero dei giri del suo turbocompressore, tenendolo però sempre rombante e gagliardo. Genio guastatori
MALAGO': un'altra gara d'alto livello, non solo tecnico e tattico ma anche atletico e temperamentale. Gli attaccanti ospiti ci provano in tante maniere ma bucano la retroguardia sermidese solo al termine di un furibondo tafferuglio in area. Per il resto la loro avanzata è sistematicamente bloccata da questo inimitabile principe della difesa biancoblù. Bellerofonte
MAGNANI: inesauribile e produttivo il suo pendolarismo tra il centrocampo e l'attacco sermidesi. I difensori avversari lo temono e sono costantemente in allarme. Si fa vedere e trovare sempre al momento opportuno ed è tanto accorta quanto diligente la sua cooperazione sulla fascia di competenza lungo l'asse Botti\Mari. Il colpo di grazia ad una Casteldariese ormai con la gola scoperta poteva portarla solo lui, il “Duca”, con un intervento devastante e delizioso insieme: raccoglie una ribattuta dopo un tiro di Ferrari, si coordina e fa partire un pallonetto micidiale che si infila chirurgicamente sotto la traversa. Medaglia d'oro
NEGRINI: entra a sostituire Travaini poco dopo la metà della seconda frazione. Mister Ghisellini lo sistema dapprima sulla fascia destra, poi sulla sinistra e poi di nuovo sulla destra ma, variando l'ordine delle posizioni il risultato non cambia: la retroguardia sermidese è sigillata ermeticamente e l'onda del centrocampo comincia a salire gradualmente fino a diventare un muro invalicabile. Pur verificando la progressiva resa degli avversari, Denis “Il Terribile” solleva il piede dall'acceleratore solo dopo il triplice fischio dell'arbitro. Dinamite
POLASTRI: parte con grande umiltà ed affianca Varani nell'opera di contenimento dei veloci Menozzi e Reggiani. Deciso e tenace nei contrasti, pulito e preciso nel servire palloni invitanti alle punte, non si tira mai indietro. La ripresa lo vede ancor più spregiudicato assaltatore della porta bianconera. Dopo uno scambio con Mari, si incunea in area avversaria ma è contrato al momento di concludere a rete. Atleticamente in crescita, ha dato sfoggio non solo di grande rigore tattico ma anche di discreta padronanza tecnica e buona autostima. Propositivo
TRAVAINI: deve vedersela in marcatura stretta su Donnoli, punta di diamante bianconera, e resta accortamente sulle sue. Ma alla prima occasione buona è letale. Va a battere la punizione dal limite dell'area casteldariese : questa volta tiene le spalle ed il busto eretti e dal suo destro parte un siluro imprendibile che si infila all'incrocio dei pali. Fino al momento che è stato in campo la sua prova è stata connotata dalla decisione negli interventi, dall'intelligenza tattica e dalla serietà caratteriale che ne fanno uno dei punti fermi dell'orchestra biancoblù. Golden boy
VARANI: gravita molto vicino alla difesa ed è prontissimo a dare manforte a M. Mantovani e Malagò per proteggerne l'integrità dalle incursioni dei centrocampisti avversari. Randella che è un piacere per tutta la prima frazione e ne beneficia l'intera mediana biancoblù. Nel secondo tempo, al tramontare del furore agonistico degli ospiti corrisponde invece il suo immutato portarsi a tamponare dove serve ed ad impostare quando occorre. Fa sentire anche tutto il peso del suo ruolo di capitano, spegnendo sul nascere pericolosi focolai di scomposta quanto estemporanea protesta scoppiati in alcuni compagni di squadra. Medaglia di bronzo.


