Calcio 3^ giornata di ritorno
nella foto: David Travaini, il terzino goleador biancoblù
BIGHINATI: ha il sole negli occhi per tutto il primo tempo ma il suo sguardo è sempre vigile. Dopo la proditoria pugnalata ricevuta dopo pochi minuti, gli attaccanti avversari non gli procurano soverchi grattacapi. Nella ripresa continua la sua vigilanza; sul tiro di Bertolotti lui c'è e si tuffa in presa sicura. Dopo la cacciata del suo capitano, il nervosismo che gradualmente attanaglia la squadra trova in “Sandokan” il baluardo che la difende dall'essere sopraffatta. Andrea non perde la calma, non dà in escandescenze tanto episodiche quanto controproducenti ma stringe i denti ed affronta la bufera a piè fermo. Un unico brivido a pochi minuti dal termine, quando una conclusione ravvicinata di Puricella gli sfugge passandogli sotto la pancia, ma è poi allontanata da un compagno. Nel generale grigiore brilla la sua virile prestazione caratteriale. Medaglia d'oro.
BOTTI: leggerezza difensiva dopo poche battute su capitan Malara che fugge via e meno male che sul più bello tira fuori sull'uscita di Bighinati. La punta biancoverde è potente, mobile e scaltra: gli sguscia via tanto di forza quanto d'astuzia e neppure ricorrendo a tutto il suo repertorio riesce a contenerla efficacemente. Tutta la ripresa è giocata al limite dei sacchetti di sabbia davanti alla propria porta. Afflitto
BERTELLI: entra a sostituire A. Mantovani un minuto dopo l'espulsione di Varani ma la mischia nella quale è gettato non lo impressiona per nulla. E' costretto ad usare quasi soltanto la maniere forti ed il suo talento e la sua freschezza verginale sono sprecati in un clima agonistico sempre più nervoso e caotico. Giaguaro
FERRARI: prorompente azione sulla sinistra conclusa con un cross radente sul quale Polastri giunge un attimo dopo il piedone di Cavinato. E' sempre in movimento, non da tregua ai suoi angeli custodi e patisce molto la giornata di scarsa vena di un suo compagno d'attacco, trovandosi sovente a predicare nel deserto. Raggiunto il pareggio non si placa la sua sete del gol ma di palle buone da sbattere dentro non gliene capitano. Ardimentoso
MALAGO': orfano del gemello M. Mantovani, non si sente sicuro e sciolto e gioca teso e contratto. Le punte rodigesi non sono certo degli stilisti brasileri ma si cercano e si trovano tra di loro che è un piacere, tenendolo sempre sul chi vive. La sua intesa tattica con il nuovo partner difensivo non è delle migliori e si esibisce in rilanci sporchi ed affrettati. Ma non perde mai la calma e ,dopo l'inferiorità numerica, i suoi nervi restano saldi e contribuiscono a dirigere in porto indenne la barca biancoblù. Bersagliato
MARI: sale subito in cabina di regìa ma non disdegna di sporcarsi con il lavoro duro e proletario dell'interdizione. Corre e contrasta lungo tutta la mediana, tagliando le ali a molte iniziative ospiti. Nella fase più calda della contesa depone il fioretto ed impugna il machete: i suoi fendenti sono tanto pesanti e sommari quanto preziosi ed efficaci per respingere sempre oltre il fosso i residui assalti avversari. Templare
MAGNANI: gioca con il suo inconfondibile brio e si fa trovare sempre smarcato a ricevere ed impostare. Dirotta ghiotti palloni ai compagni di reparto ed in un paio di circostanze arriva con un attimo di ritardo all'appuntamento buono. Nel secondo tempo, indiavolata e funambolica la sua serpentina argentina, fermata solo da un fallaccio di Grazioli : va a calciare la punizione lui stesso ma la spedisce incredibilmente alta. Dopo una incursione di Ferrari, si trova sul destro una buona palla ma vuole piazzarla e sbaglia l'alzo. Il suo continuo muoversi risulta sempre valido e positivo e si spegne soltanto nel finale quando, dinamicamente parlando, finisce inevitabilmente e comprensibilmente in riserva. Insidioso
Andrea MANTOVANI: a tu per tu con il portiere ospite cerca di superarlo con un tocco sotto di stecca ma Giordani con un guizzo gli blocca la biglia. Arretra di frequente a sostegno del centrocampo ma ne resta uno degli ispiratori migliori. Nella ripresa, purtroppo, rientra sul rettangolo verde senza la velocità, l'ispirazione e la cattiveria agonistiche dei primi quarantacinque minuti. Scorrono i minuti ma sembra non esserci più con la testa; sbaglia cose che non ha mai sbagliato ed è ineluttabile il suo avvicendamento. Coartato
NEGRINI : si presenta subito con un paio di discese in avanti ma la velocità e l'astuzia dei mediani biancoverdi lo castigano: lascia sguarnita la sua fascia e Pontoni pesca proprio lì Viardi, il quale avanza e, giunto in area, fulmina Bighinati in uscita. Come uno stallone di razza purissima è ferito nel suo orgoglio e gioca in costante proiezione offensiva, fino a guadagnare la punizione trasformata da Travaini nel pareggio. Nella seconda frazione, con il graduale illanguidirsi dell'ardore atletico di A. Mantovani, deve cantare e portare la croce ma la sua prestazione è ancor più decisiva e determinante a partire dall'espulsione di Varani, quando la sua intelligenza tattica e la sua vigoria fisica stroncano e soffocano le iniziative degli attaccanti rodigesi. Il suo petto è di granito quando si oppone con eroismo draconiano alla cannonata a colpo sicuro di Toffoli. Medaglia d'argento
POLASTRI: arriva con un attimo di ritardo sull'invito di ferrari e forse non se lo aspettava un pallone così, che chiedeva solo di essere messo dentro. Si prodiga in un diligente lavoro di contenimento delle incursioni offensive di Gallina e Moioli, non disdegnando però qualche sortita in avanti. Nel secondo tempo, pur non avendo sudato le sette camicie, finisce ben presto a corto di riserve energetiche. La sua opera è tuttavia diligente e brucia tutta la benzina che ha in corpo nell'opera di tamponamento finale. Giudizioso
TRAVAINI: alla prima punizione buona carica il pezzo da novanta: il suo proiettile trova un pertugio nella barriera avversaria e deflagra nella rete di Giordani. Resta giudiziosamente vicino ai colleghi della retroguardia, contribuendo alla sua saldezza, talvolta vacillante. Nella ripresa, sotto la montante pressione degli ospiti, risultano fondamentali la sua destrezza nei disimpegni e la sua fermezza caratteriale. Medaglia di bronzo
VARANI: staziona sempre molto vicino sia a Mari che a Magnani, sorreggendone le puntate e coprendo la difesa durante le scorribande di Negrini. E' però eccessivamente nervoso e teso, salvandosi solo grazie al suo mestiere. A metà del secondo tempo, l'arbitro giudica con severità un suo tackle e lo espelle. Castigato
LA CLASSIFICA E' LA SEGUENTE. MARMIROLO 47, PORTO M. 37, CERLONGO 34, DON BOSCO MARCARIA 31, SERMIDE 28, CASTEL D'ARIO e CURTATONE 25, PONTE TRAVETTI 21, GAZOLDO e MONZAMBANO 19, POMPONESCO 18, VILLIMPENTA 17, IACP MANTOVA e ATLETICO VIADANESE 15, S.EGIDIO 12 , RODIGO 8


