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Le Chiese della Riviera del Po

Fabrizio_Ferrari_320x240nella foto. Fabrizio Ferrari, bomber biancoblù

BIGHINATI: in apertura ipnotizza Saccani che gli si era presentato davanti tutto solo a calciare a colpo sicuro. Poco dopo si oppone con coraggio a Ghizzi e sventa anche questa minaccia. E' incerta la sua uscita sul lungo traversone partito dal piede di Canova che, scavalcati prima Negrini e poi Mattia Mantovani, raggiunge il bomber biancoceleste che mette dentro a porta vuota.

Ad inizio secondo tempo compie un mezzo miracolo sulla stoccata da distanza ravvicinatissima di Zandeli ma poi è sempre attento ogni volta che le punte avversarie gli si presentano minacciose a distanza di tiro e non si fa più sorprendere. Brancaleone

BERTELLI: le sue peculiarità di splendido levriero d'attacco non si possono sprigionare in pieno perchè si accorge ben presto che la gara sarà una muscolare prestazione di prevalente contenimento. Tuttavia la sua intelligenza ed il suo altruismo sono importanti nel mantenere alta la linea di galleggiamento del centrocampo biancoblù. E' francamente sorprendente il suo avvicendamento con Botti. Animoso

BOTTI: entra poco dopo la metà ripresa al posto di Bertelli ma il suo ingresso è sinonimo di puro e semplice tamponamento. Viene piazzato sulla fascia difensiva e la sua prestazione, onesta e generosa, non passerà certamente alla storia. Congelato

FERRARI: ingaggia un duello tutto anatomico con D'Alessio e Fiorente che lo imbrigliano sovente. Segue bene la traiettoria del siluro di Travaini e piomba come un falco sulla sfera mandandola in fondo al sacco. Anche nella seconda frazione si danna l'anima ma l'intesa che c'è tra i suoi due controllori è sempre superiore alle sue forze. Braccato

GUIDORZI: entra in avvio del secondo tempo a sostituire Magnani ma prenderne il posto non è ancora nelle sue corde. Generoso e volenteroso, si è battuto senza risparmiarsi ma l'intelligenza tattica, la qualità tecnica e le peculiarità temperamentali del “Duca”, per questo giovane atleta, sono davvero ancora su un altro pianeta. Impalpabile

Mattia MANTOVANI: puntuale ed efficace nelle chiusure difensive ai primi affondo biancocelesti, si fa però superare dal traversone di Saccani che raggiungerà Fortunato per la deviazione decisiva. Scottato dalla prorompente ed inaspettata zampata del bomber avversario, si dedica soltanto al duro ma fondamentale lavoro di difensore vecchio stampo, in ferrea marcatura ad uomo. Valida la sua tenuta atletica e grande, grandissima la sua proverbiale fermezza caratteriale. Faro

Andrea MANTOVANI: all'inizio è pronto a scattare sulla rimessa laterale di Bertelli, raccoglie, si coordina ma la sua sventola termina di poco sul fondo. Per tutta la gara cerca di sottrarsi al deciso controllo di Loria e Maffini ma raramente ci riesce. Ne soffre lui per primo e poi, inevitabilmente, tutto l'attacco sermidese. Bastonato

MAGNANI: come sempre è molto mobile, utile la sua spola tra il centrocampo e l'attacco. I difensori ospiti lo temono, lo controllano strettamente ma riesce comunque a fare filtrare buoni palloni per i compagni. E' certamente un “Duca” all'altezza non solo della sua fama tecnica e delle sue qualità temperamentali ma anche della sua buona forma atletica. Sorprende un po' tutti che mister Ghisellini se ne privi così presto in una gara ancora tutta in divenire. Falciato

MARI: deve contrastare i veloci centrocampisti avversari che spesso lo scavalcano. Prova a ricucire il gioco ma trova poca collaborazione nei colleghi di reparto. Non si fa però sorprendere dallo sconforto e porta a termine la sua prestazione dignitosamente. Attivo

MALAGO' : trova pane per i suoi denti nell'affrontare Fortunato ma è globalmente positivo il suo primo0 tempo. Nella ripresa Saccani gli sfugge, lo atterra da dietro ma viene graziato dall'arbitro che assegna la punizione ai biancoblù. La costante pericolosità delle punte biancocelesti lo costringono a stare sulle sue, lavorando più di clava che di fioretto. Operaio

NEGRINI: nei primi minuti del confronto si sgancia in un paio di incursioni sulla fascia. Ci prova quindi con un pallonetto dei suoi ma non ha fortuna. Ha un po' sulla coscienza il molle intervento su Saccani che poi crosserà al centro per la stoccata vincente di Fortunato. Gioca in fase di interdizione anche quando, nella ripresa, dopo l'innesto di Botti, è spostato a giostrare a centrocampo. Tuttavia svolge efficacemente il suo ruolo di proletario contenimento, spezzando sul nascere diverse azioni offensive della compagine avversaria. Boscaiolo

TRAVAINI: in costante appoggio all'azione di Bertelli e Varani in mediana, spazza via senza tanti complimenti tutti i palloni che gli viaggiano nella fascia. La sua cannonata dal limite piega le mani a Fantini ed innesca la pugnalata vincente di Ferrari. Sotto il minaccioso incalzare degli attaccanti ospiti, non si fida a sganciarsi in avanti ma rimane a presidiare la sua zona di retroguardia. Ferreo

VARANI: si rivede il lottatore di sempre. Generosità da vendere ed essenzialità nelle giocate. I cursori biancocelesti sono vivaci ed intraprendenti ma devono fare i conti con il suo carattere e la sua ritrovata grinta di gladiatore. Il centrocampo sermidese talvolta traballa ma non crolla mai. Ispanico