Cade un'altra tegola sul Sermide contro un Dosolo che dimostra davvero di sapere il fatto suo e che vola meritatamente verso l'alto.
Evidentemente scottato dalla bruciante sconfitta per 3-1 patita sette giorni fa per mano del Cerlongo, mister Negrini schiera un Sermide abbastanza prudente. Casari in porta è protetto al centro della retroguardia da Malagò e Tognetti e sulle fasce da Botti e Roveri; a centrocampo capitan Varani con Gheorghinoiu e Molinari operano a stretto contatto di Giovannini e Reggiani, con Granvillano unica punta su tutto il fronte d'attacco. La formazione dosolese invece si presenta con Cozzolino tra i pali, D.Flisi e Kenni difensori laterali, G.Flisi e Zaniboni difensori centrali. In mediana Barraco, Negri e Simonelli a sostegno degli attaccanti Daolio, Eccezzemberger e Scaravelli.
Appena il tempo di sistemarsi in campo ed il Dosolo, a più riprese, porta già un po' di scompiglio nell'area sermidese. Dopo cinque minuti c'è un gran sinistro di capitan Daolio ma il portiere sermidese vola in bello stile a deviare in angolo. Grintosi e determinati, i biancorossi dosolesi giocano d'anticipo su ogni pallone ed hanno sistematicamente la meglio in ogni contrasto su Gheorghinoiu, Granvillano e Molinari. Giovannini invece ha già incominciato il suo consueto, quasi rituale show dialettico e polemico contro tutto e contro tutti, con il solo ed infallibile risultato di innervosire i compagni e di non essere di nessun aiuto alla causa comune. Meno male che Reggiani e Varani, validamente supportati da Roveri, cantano e portano la croce con encomiabile abnegazione, senza strepiti né lamenti.
La restante parte del primo tempo scivola via senza tanti altri palpiti ma è nella seconda frazione che avviene la resa dei conti.
Dopo una decina di minuti G.Flisi falcia da dietro Granvillano, che gli era sgusciato via in dribbling: l'arbitro lo ammonisce e visto che aveva già ricevuto il cartellino giallo in precedenza lo espelle. Dopo pochi minuti il Dosolo opera la prima sostituzione: esce Simonelli ed entra Anou. I padroni di casa danno l'impressione di illudersi che la superiorità numerica li preservi da ogni pericolo. Giovannini prosegue nel suo monologo fatto di rimproveri e critiche ai compagni anziché di suggerimenti e virili tackles volti ad aiutarli. Gli unici a tenere i piedi per terra sono sempre Reggiani e Varani, che col loro sporco lavoro di tamponamento contribuiscono in modo decisivo a tenere la barca sermidese a galla. La pressione della squadra ospite cresce di tono, intensità e si mantiene sempre di discreta qualità tecnica. Dopo poco più di un quarto d'ora c'è un bel corner calciato da Negri a spiovere in area sermidese dove Anou svetta su tutti e manda la sfera fuori di un palmo. E' il preludio al gol, che giunge verso la metà frazione, proprio a firma della scatenata punta dosolese di colore. Scaravelli disegna una parabola verso l'area biancoblù sulla quale si avventa Anou, in bella elevazione: la palla scavalca Casari eccessivamente fuori dai pali e si insacca mollemente nell'angolino. Immediatamente, nel Sermide, mister Negrini opera la più scontata delle mosse: inserisce un attaccante, Magnani, ma è sbalorditivo che decida di far uscire Reggiani. Il divario numerico è solo teorico, virtuale: sul prato del divenire agonistico ci sono dieci uomini contro dieci uomini. Giovannini ha ormai finito non solo le energie anatomo-fisiologiche ma anche quelle nervose e psicologiche. I feroci mastini dosolesi gli sono alle calcagna, vincono agevolmente d' anticipo tutti i contrasti portati su di lui ed immediatamente rilanciano i compagni. In avanti Daolio ed Eccezzemberger sono intelligenti, lucidi e non sprecano mai un passaggio, un appoggio, un suggerimento. Poco dopo la metà ripresa la compagine biancorossa va vicinissima ad un clamoroso raddoppio. Malagò sbaglia grossolanamente il rinvio e la palla scavalca Casari che nel frattempo aveva abbozzato l'uscita; Eccezzemberger giunge sulla sfera un po' trafelato, incespica leggermente e per un soffio non riesce a concludere. Dalla panchina dosolese mister Motta fa giungere costantemente ai suoi giocatori in campo non soltanto le sue direttive tattiche ma anche il suo energico e convinto incitamento a non mollare e proseguire nell'azione. Da parte sermidese invece c'è la reiterata e vacua predicazione di Giovannini, contrastata da mister Negrini con richiami e correzioni troppo esitanti e timidi per risultare efficaci ed incisivi. Poco dopo la mezzora di gioco, i padroni di casa operano il secondo cambio: fuori Varani e dentro Travaini. L'andamento della contesa però non ne risente minimamente. L'undici ospite sa davvero il fatto suo. D.Flisi, Kenni e Zaniboni sono energici e sbrigativi in ogni intervento difensivo. A centrocampo Barraco e Negri sono proficuamente aiutati dai ripiegamenti di Anou, Daolio ed Eccezzemberger e la formazione sermidese è sempre chiusa in un vicolo cieco. A cinque minuti dal triplice fischio, nel Dosolo, esce ormai stremato il fortissimo Barraco ed entra A.Malacarne. Un minuto dopo è pericoloso il collettivo biancorosso con Eccezzemberger , la cui cannonata è parata dall'estremo difensore sermidese. Un paio di minuti dopo, ultimo avvicendamento nelle file dosolesi: esce Eccezzemberger, il migliore in assoluto, ed entra M.Malacarne. Ed allo scoccare del novantesimo, la tremenda punizione per il Sermide. Roveri si sgancia in avanti e dalla sinistra pennella un delizioso traversone che raggiunge dalla parte opposta, in piena area dosolese, il liberissimo Magnani: il “Duca” sceglie di calciare al volo, di sinistro, ma la sua conclusione è altissima sopra la traversa avversaria.
Amaro ma lucidissimo il commento finale del presidente sermidese Giovanni Massarenti, che ha seguito tutta la partita in panchina a fianco di mister Negrini: “E' uno zero a zero finito però in uno a zero a nostro sfavore. Da parte nostra non c'è mai stata la vera cattiveria agonistica di chi vuole il risultato pieno. Ho visto indifferenza in chi subentrava, quasi una mancanza di fiducia nei propri mezzi. Non ho visto i nostri avversari tanto superiori ma noi ci siamo troppo pianti addosso. Spero che non subentri uno stato di rassegnazione.”
NELLA FOTO: il giovane Alin Gheorghinoiu, tanta volontà, tanta generosità ma che alla fine non sono state premiate.


