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Le Chiese della Riviera del Po

Magnani_e_Malag_320x240Un altro pareggio per il Sermide che dovrà sudare ancora per scansare i play out per la retrocessione.

I padroni di casa del Casteldario si dispongono con Galli in porta; Nuvolari e Schiavo sono i difensori laterali, Kovaci e Pisano quelli laterali. A centrocampo De Angeli, Melillo, M.Reggiani e D.Settimo a stretto contatto con le punte Benatti e Michielotto. Da parte sermidese mister Negrini vara un undici molto più prudente. Casari è tra i pali, protetto al centro da Botti e Malagò e da Roveri e Travaini sulle fasce. In mediana Tognetti è in plancia di regìa, fiancheggiato da Gheorghinoiu, Magnani, Rambaldi e A.Reggiani, con il solo Giovannini in avanti.

Parte spigliato e perfino brillante il Sermide; Magnani, ricevuta palla al limite dei sedici metri avversari, lascia partire una gran sventola ma il portiere casteldariese è attento e con un gran volo devìa in angolo. Passano soltanto alcuni minuti e sul capo dei biancoblù cade una brutta tegola. Casari riceve un comodo ed agevole retropassaggio di un compagno ma anzichè calciare subito si avventura in un controllo di palla tanto approssimativo e goffo quanto assurdo e scellerato: Michielotto gli piomba addosso, gli ruba la palla e sta per avviarsi verso la porta sguarnita. Casari però lo sgambetta e l'arbitro, assegnando il rigore al Casteldario, espelle l'estremo difensore biancoblù.

Tra i pali allora va il secondo portiere Silvestri ed esce A.Reggiani. Calcia il penalty lo stesso Michielotto e realizza. Passano soltanto alcuni minuti e M.Reggiani, in piena area, si scontra con Silvestri: il portiere sermidese si rialza, il gioco riprende ma dopo poco più di un minuto il diciassettenne sermidese crolla a terra. L'arbitro interrompe immeditamente la gara per consentire di soccorrere lo sfortunato atleta che, a causa del forte colpo alla testa ricevuto nell'impatto con l'avversario pochi minuti prima, rimane quasi esanime a terra. Passano una decina di minuti ma sono eterni: poi il ragazzo, rimasto sempre cosciente, viene trasportato fuori dal campo. Poco dopo giunge l'ambulanza che lo trasporterà all'ospedale di Mantova dove sarà sottoposto agli accertamenti clinici del caso. Al suo posto entra Granvillano e tra i pali va Malagò. I bianconeri casteldariesi assumono l'iniziativa ma il loro gioco è scarsamente veloce, talvolta macchinoso, non di rado impreciso. Mister Mirandola si agita, si sgola, si affanna nel dare le proprie direttive tattiche ai suoi giocatori ma è fiato sprecato. La compagine sermidese invece è vigile, accorta, presente a se stessa e verso la metà del primo tempo pareggia. Ricevuto un lungo lancio di Magnani, Giovannini, in area bianconera è affrontato in modo molto superficiale e blando da Schiavo. L'attaccante sermidese ne approfitta subito: prima una elegante piroetta, poi uno strettissimo dribbling ed infine, pur defilatissimo, con una precisa stoccata di sinistro trafigge Galli. I padroni di casa, punti sul vivo, si scuotono. A cinque minuti dal riposo, bel traversone in corsa di Kovaci: Melillo controlla e lascia partire una sventola che supera Malagò proteso in tuffo ma colpisce il palo alla sua sinistra e termina sul fondo. Passa poco più di un minuto ed è il Sermide di nuovo pericoloso. Giovannini serve una palla prelibata a Rambaldi che però la calcia troppo fiaccamente, mandandola fuori sia pur di poco.

La ripresa si apre con il Casteldario che opera la sua prima sostituzione: Milani prende il posto di De Angeli. La squadra di casa tuttavia non ne trae un apprezzabile giovamento. Pur mantenendo una certa iniziativa, il suo gioco resta troppo compassato e prevedibile per risultare anche produttivo e pericoloso. Mister Mirandola, ancor più rispetto ai primi 45 minuti, si agita, si sgola nel tentativo di fare applicare le sue consegne ma è tutto inutile. Dall'altra parte, il collettivo sermidese gioca con una determinazione ed una cattiveria agonistica inedite, mai viste prima espresse con così tanta efficacia. Gli attaccanti casteldariesi fanno un gran movimento ma Botti, Roveri e Travaini sono pilastri invalicabili. A centrocampo i padroni di casa tentano prevalentemente col fraseggio stretto a terra di guadagnare metri ma Magnani e Rambaldi, aiutati dal costante ripiegamento di Granvillano, sono sempre presenti a spezzare ogni tentativo avversario. E verso la metà frazione, proprio nel bel mezzo della girandola delle azioni casteldariesi, come un fulmine a ciel sereno, giunge il gol del vantaggio biancoblù. Travolgente discesa di Rambaldi che taglia diagonalmente tutta la trequarti difesa\centrocampo e tocca a Granvillano. Questi, palla al piede, avanza di gran carriera, entra in area, supera in dribbling Pisano e pur con una spazio limitato a disposizione, trafigge il portiere avversario con una pugnalata malandrina. Poco dopo, secondo avvicendamento nelle file bianconere: Bonzanini rileva D.Settimo. Dalla panchina il tecnico casteldariese incita a gran voce i suoi atleti, talvolta è perfino furente ma inascoltato. I biancoblù, moltiplicate le forze dalla possibilità di fare il preziosissimo bottino pieno, coprono ogni zona del campo, si battono con ammirevole coraggio, inconsapevoli del crudele destino che gli dèi della pedata hanno in serbo per loro. A cinque minuti dal triplice fischio, viene espulso Nuvolari ed un paio di minuti dopo, chissà seguendo quale piano strategico, mister Negrini toglie Giovannini ed inserisce Speltri. Il cronometro, inesorabile, corre: arriva il novantesimo ed il direttore di gara segnala che farà disputare quattro minuti di recupero. E quando ormai stanno per concludersi anche questi, ecco materializzarsi il rocambolesco epilogo del confronto. L'ultimo assalto del Casteldario è viziato da un fallo a centrocampo subito da Magnani. L'arbitro lascia correre e la sfera prosegue la sua fatale corsa fino in area sermidese dove sbuca Bonzanini che, svelto come un serpente, tocca la palla mandandola in fondo alla rete.

Il parapiglia finale a bordo campo, tanto acceso e vibrante quanto però innocuo ed incruento, vede addirittura la presenza di una pattuglia della Polizia di Stato, chiamata verosimilmente a prevenire il possibile precipitare della situazione post agonistica.

Recuperate le necessarie ed indispensabili doti di calma e lucidità, il dirigente sermidese Fabrizio Magnani, con la sua proverbiale schiettezza, così commenta la gara: "Dopo il clamoroso errore di Casari, giustamente pagato a così caro prezzo, non mi aspettavop dai nostri ragazzi una prestazione tanto orgogliosa e determinata. Il giusto premio alla nostra gara era la vittoria, perchè i nostri avversari non hanno creato molto mentre invece noi sì! Pur essendo costretti a rivoluzionare il nostro schieramento a causa della espulsione del portiere, abbiamo giocato al massimo ed è la prima volta in questa tribolata stagione che vedo questa cattiveria agonistica in tutti. Malagò è stato a mio giudizio il migliore in campo. L'arbitraggio ci ha penalizzati: la partita era già finita ma prolungando così tanto il recupero, il signor Salerno mi ha dato l'impressione di volere facilitare il pareggio del Casteldario."

La classifica vede sempre in testa il Gonzaga con 58 punti. Seguono Pomponesco 43 – Dosolo 42 – Cerlongo e Olimpia Gazoldo 40 – Virgilio 36 – Atletico Viadanese 30 – S. Pio X 29 – Casteldario e Suzzara 27 – Villimpenta 23 – Goito e Soave 22 – SERMIDE 21 – Moglia 16 – Poggese 10

NELLA FOTO: (da sin.) Magnani e Malagò migliori biancoblù in campo insieme a Botti, Granvillano, Roveri, Rambaldi e Travaini.