Un Sermide generoso e sbadato quanto nervoso e teso non riesce ancora a dare un passo spedito alla sua corsa verso la salvezza e rotola sempre più in basso.
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Pur essendo entrambe in una scomoda posizione in classifica, le due contendenti si presentano sul prato del “Comunale Nuovo” con schieramenti che ne tradiscono già l'approccio con i novanta minuti che saranno fondamentali nel prosieguo del loro comune cammino per evitare la retrocessione.
L'Olimpia Gazoldo scende in campo con Cimmino in porta, protetto al centro della retroguardia da capitan Pedroni e Viola, da Gandolfini e Piva sulle fasce; in mediana Felchilcher, Ogliosi e Redini in periodica e dinamica osmosi con le punte Agosta, Cuoghi e Fincato.
Con Cestari, Guidorzi ed Onofri infortunati, con Casari, Cavaggion, Succi e pure mister Varani squalificati, il presidente Massarenti manda in campo lo schieramento più passabile che le contingenti circostanze gli consentono. Il debuttante Tamburro è tra i pali, Botti e Maniezzi difensori laterali, Malagò e Travaini difensori centrali. A centrocampo capitan Molinari, affiancato da Barozzi e Polastri con Gavagna e Verri sulle corsie esterne a sostegno dell'unica punta, il sedicenne Negrelli, proveniente dalla compagine Allievi. Il giovanissimo esordiente biancoblù si mette in luce subito alla prima palla che gli capita a tiro, poco più di un minuto dopo il fischio di avvio. C'è un bel lancio di Verri dalla fascia che il baby puntero raccoglie scattando subito verso i pali avversari ma giunto al cospetto del portiere giallorosso non riesce a finalizzare e gli tira addosso. Dopo una decina di minuti è ancora Negrelli in luce: punizione di Travaini a spiovere in area gazoldese, Negrelli irrompe di forza da dietro e costringe Cimmino ad un disperato e provvidenziale intervento per neutralizzare la sfera. Le trame di gioco dei padroni di casa non sono né veloci né brillanti ma almeno sono sufficientemente precise e ragionate. Molinari è ordinato e diligente, ben assistito dai compagni e soprattutto da Gavagna il cui eclettismo risalta e da valore alle intese ed alle proposte agonistiche dei colleghi di reparto. L'Olimpia Gazoldo dimostra dal canto suo di essere un complesso che sa ciò che vuole. Gli interscambi continui e disinvolti tra attaccanti e centrocampisti sono la sua caratteristica saliente. Poco dopo la metà frazione c'è una pregevole intesa volante Cuoghi-Agosta: quest'ultimo giunge a tu per tu del portiere sermidese e calcia a colpo sicuro ma Tamburro sfodera una paratona ed intercetta la sfera, allontanata poi definitivamente da Malagò. La formazione ospite dimostra di possedere più nerbo atletico e migliore intesa tattica ed a metà del tempo passa in vantaggio. Dalla sinistra Cuoghi pennella con grazia e precisione un cross che raggiunge la parte opposta del campo: Botti, Malagò e Travaini sono però schierati in modo approssimativo ed accomodante ed Agosta, irrompendo di prepotenza e di astuzia tra di loro, infilza Tamburro con una precisa capocciata.
La squadra sermidese replica subito con ardore e volontà. Polastri allunga a Gavagna che entra tutto solo in area giallorossa e calcia a rete: la sfera però attraversa tutto lo specchio della porta, sfiora di un palmo il palo e termina beffardamente sul fondo. La contesa si mantiene aperta, vivace e, per i palati calcistici meno esigenti, anche godibile ed interessante. La compagine di casa mantiene una certa qual prevalenza nel tentare di costruire gioco ma si scontra sempre sul più bello con la ferrea opposizione degli avversari: Cuoghi e Fincato retrocedono ciclicamente a dare manforte in mediana e capitan Pedroni guida con piglio spartano i mastini della sua difesa, che non vanno tanto per il sottile e disimpegnano con rilanci virili e perentori.
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Il secondo tempo si apre con Cuoghi che effettua un calibrato traversone per Ogliosi che, pur in favorevolissima posizione, spara fuori bersaglio. Dopo cinque minuti di gioco, il Sermide opera la sua prima sostituzione e “Duca” Magnani prende il posto di Negrelli. Le due contendenti proseguono ad affrontarsi con fiero cipiglio agonistico e poco prima di metà frazione si verifica l'episodio che connoterà il resto del confronto. L'arbitro espelle Redini, giudicato reo di avere raggiunto anatomicamente Molinari con un colpo proibito dal regolamento durante una mischia in area sermidese. Ridotta in dieci uomini, la compagine gazoldese non fa però una piega. Mister Zanichelli, con oculato e logico raziocinio, corre a i ripari e nemmeno un paio di minuti dopo toglie Fincato ed inserisce il poderoso Crema con compiti di presidio del centrocampo. I padroni di casa premono sull'acceleratore ma il loro forcing, commovente per generosità, è arruffato, caotico e non di rado estemporaneo e disorganico. Pur subendo ed arretrando, il collettivo ospite fa buona guardia: Felchilcher, Piva e Viola smazzolano via senza tanti complimenti mentre Barozzi e Verri non riescono più ad essere incisivi e propositivi. Ad un quarto d'ora dalla fine c'è un duplice simultaneo avvicendamento: nel Sermide esce Maniezzi ed entra Fiori mentre nell'Olimpia Gazoldo esce Agosta ed entra Corini. L'andamento della gara però non cambia granchè: la pressione sermidese, pur lodevole e volenterosa, è sempre più discontinua e declinante. Gavagna ha speso tutte le sue riserve energetiche e Magnani è ancora lontano dal sua migliore forma tecnico-atletica. Nella formazione ospite è bravissimo ed inesauribile Gandolfini, sempre pronto a gettarsi intelligentemente in avanti sia a supporto in mediana a Corini, Crema ed Ogliosi e sia nell'insidiare direttamente la retroguardia sermidese con i suoi arrembanti raid sulla fascia. A cinque minuti dal triplice fischio Piva è costretto ad uscire per un leggero infortunio, sostituito da Buzzago e proprio al novantesimo i beffardi dèi della pedata decidono di infliggere al Sermide la più crudele ed umiliante delle punizioni. Su lancio di Crema, vola Cuoghi verso la porta sermidese ed arriva palla al piede di fronte a Tamburro il quale lo affronta e lo falcia: l'arbitro decreta il calcio di rigore, trasformato con olimpica calma e precisione da Felchilcher.
La classifica vede ora al comando il DAK Ostiglia con 42 punti. Seguono Cerlongo 41 – Acquanegra 37 – Casteldario 34 – S. Matteo 33 – S.PioX 30 – Dosolo 28 – Suzzara e Virgilio 26 – Villimpenta 25 – Olimpia Gazoldo e Soave 24 – Monzambano e SERMIDE 20 – Borgovilla 19 – Rodigo 11
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NELLA FOTO 1: Patrick Tamburro, protagonista nel bene e nel male nel suo sfortunato esordio in biancoblù
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NELLA FOTO 2 : l' Olimpia Gazoldo
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