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Le Chiese della Riviera del Po

Succi 212x240Nel programma della 9^ giornata di ritorno,contro il temibile Casteldario, è bello, inatteso ma strameritato il pareggio conseguito dal Sermide che con ritrovato ardore e rinnovata fiducia prosegue la sua corsa verso la salvezza.

 

Con Malagò e Travaini squalificati, il presidente Massarenti e mister Varani schierano il Sermide secondo quanto logica e prudenza richiedono attualmente. Casari in porta, protetto al centro della retroguardia da Botti e Barozzi, con Cestari e Polastri sulle fasce. A centrocampo capitan Molinari è affiancato stretto da Onofri e Verri con Cavaggion e Gavagna sulle corsie esterne a supporto dell'unica punta Succi.

Il Casteldario è in campo con Pensa tra i pali, Becchi e Battistelli difensori centrali, Ferrara e Gattini difensori laterali; in mediana Flores, Kumar, Palmieri e Corghi (allenatore\giocatore) a supporto degli attaccanti DeMartino e Michelotti.

Un cielo basso e plumbeo incombe sul “Comunale Nuovo” mentre un vento gelido sferza implacabilmente il terreno di gioco e morde i quadricipiti dei giocatori. I padroni di casa partono abbastanza guardinghi ma al tempo stesso ordinati, tenendo con scrupolo e giudizio le posizioni tra i reparti. I bianconeri casteldariesi premono subito sull'acceleratore, forti e sicuri del proprio modulo semplice e lineare: sanno il fatto loro e dopo un quarto d'ora scarso passano in vantaggio. A centrocampo capitan Palmieri vince un ruvido contrasto su capitan Molinari che resta dolorante a terra; tra le vibranti proteste dei biancoblù l'arbitro fa proseguire e la palla raggiunge in velocità Flores che entra in area sermidese e fulmina Casari con un chirurgico sinistro. La formazione di casa si sente doppiamente colpita ma non si perde d'animo: Cavaggion, Gavagna ed Onofri si battono su ogni pallone mentre anche Succi retrocede a dar manforte a centrocampo. Neppure non piovesse da cinquantanni e come si fosse ancora a dicembre, sul “Comunale Nuovo” si intensifica una pioggia battente e maligna, accompagnata da un vento ghiacciato di tramontana che rende la vita difficile soprattutto a chi deve recuperare. La squadra ospite mostra geometrie essenziali ed armonica integrazione tra i reparti. Battistelli, Ferrara e Gattini sono in assidua vicinanza ai colleghi della mediana: Corghi, Kumar e Palmieri sono i più attivi non solo a contrastare ma anche a scattare a dettare il passaggio in profondità, in belle e variegate combinazioni con le punte. Il Sermide subisce la continua giostra bianconera ed arretra concedendo metri su metri, fino ad essere schiacciato tutto dentro la propria metacampo. Tuttavia Botti, Barozzi e Polastri insieme a Casari, vigilano con accortezza e lucidità, senza fronzoli e senza incertezze. La situazione metereologica e quella tattica restano invariate e la partita è bloccata fino ad una decina di minuti dall'intervallo, quando c'è la prima improvvisa fiammata sermidese. Cestari avanza, allunga a Cavaggion il cui pronto sinistro è parato a fatica dal portiere avversario. A cinque minuti dal riposo, nel Sermide, a causa di un infortunio muscolare, Verri è costretto ad uscire sostituito da Negrelli. Un minuto dopo, occasionissima per l'undici biancoblù: calibrato lancio di Molinari per Gavagna che però, pur in piena area casteldariese, calcia goffamente altissimo oltre la traversa.

 

Il secondo tempo vede le due contendenti ripresentarsi con gli stessi effettivi del primo. Il campo da gioco frattanto si è trasformato in un miserabile pantano dove gli uomini si affrontano e lottano ma non si può più parlare in termini di estetica del calcio. In condizioni di precario equilibrio, ogni intervento dei ventidue diventa soltanto un colpire la palla e randellarla il più lontano possibile dalla propria area di rigore. La formazione casteldariese è sempre padrona della situazione ma i biancoblù gli sono sempre alle costole, giocando con ammirevole abnegazione e senza badare a spese energetiche e nervose.

Ad un quarto d'ora dal termine c'è il secondo avvicendamento nelle file sermidesi, con Magnani che subentra a Cestari ed un minuto dopo la squadra di casa pareggia. La sfera viene indirizzata sul limite dell'area casteldariese e di qui finisce a Succi: pur attorniato dai corazzieri della difesa avversaria, l'attaccante biancoblù non ci pensa su due volte e calcia d'istinto in giravolta, inventando una parabola asimmetrica dall'equazione irrazionale che si infila trigonometricamente all'incrocio dei pali alle spalle di Pensa. La rimanente parte della contesa non ha più nulla di rilevante da offrire neppure ai palati calcistici più semplici e meno esigenti. La bufera di pioggia gelata imperversa con immutata forza ed intensità, rendendo velleitari e sterili tutti gli sforzi sia atletici che tecnici dei giocatori. A dieci minuti dal novantesimo, nel Casteldario entra Xhafa e sostutuire Michelotti ed alcuni minuti dopo, nel Sermide è Maniezzi che rileva Cavaggion. Ad un minuto dal triplice fischio terzo ed ultimo cambio casteldariese, con Kovaci che subentra a Gattini.

La classifica vede sempre al comando il DAK Ostiglia con 48 punti. Seguono Cerlongo 44 – Acquanegra e Casteldario 38 – S.Matteo e S.Pio X 33 – Dosolo 30 – Virgilio 29 – Olimpia Gazoldo, Suzzara, Soave e Villimpenta 28 – SERMIDE 22 – Monzambano 21 – Borgovilla 20 – Rodigo 14.

Nella foto: il bomber sermidese Succi autore di un altro goal importantissimo

 

 

 

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