Nella settima giornata del girone di ritorno, al termine di una gagliarda contesa contro il forte Virgilio, il Sermide non solo cade per l'ennesima volta ma vede anche malinconicamente avvicinarsi il fondo della classifica.
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Mister Ciccone disegna il suo Virgilio come nella sorprendente e rutilante partita del girone di andata. Pizzamiglio è tra i pali, difeso al centro della retroguardia da Mutti e Tinazzo, con Cremona e Mihai sulla fasce. A centrocampo Bellotti, Pop e Remelli interdialoganti con le punte Melillo, Onorato e Zorzella.
Mister Varani ed il presidente Massarenti, con Cavaggion assente giustificato per motivi personali, hanno solamente Rudatis fermo per squalifica e schierano il Sermide secondo la classica e collaudata programmazione: Casari in porta, Barozzi e F.Massarenti difensori laterali, Malagò e Travaini difensori centrali; in mediana Molinari, Onofri e Verri con Gavagna ed Oliani lungo le corsie laterali a sostegno di Succi in attacco.
Pronti via, l'arbitro fischia l'inizio e dopo dieci minuti scarsi i padroni di casa passano a condurre. Cremona allunga una invitante palla a Melillo che avanza sprintando ed appena dentro l'area avversaria infilza Casari con una stilettata malandrina. La formazione ospite risponde nemmeno un minuto dopo con Gavagna, il cui colpo di testa su punizione spiovente di Molinari finisce sul fondo di un palmo ma non riesce a nascondere la sorpresa e la stizza di essere già sotto. I biancocelesti virgiliani se ne accorgono e macinano di buona lena: Bellotti, Pop e Remelli da una parte, Cremona e Onorato dall'altra, trasvolano dalle fasce al centro come bucanieri assatanati, sommergendo la ipotonica opposizione di Molinari, Oliani e Verri. Gavagna gravita troppo lontano dalla linea mediana del Piave ed il solo Onofri si batte con l'abnegazione e lo spirito di sacrificio dei ragazzi del novantanove per aiutare i compagni di reparto a resistere alle folate avversarie. Ma a metà frazione, dal quartier generale sermidese parte un ordine tanto inatteso e sorprendente quanto inspiegabile ed ascoso: fuori Onofri e dentro Mantovani. "ElCordobès" è schiumante rabbia e voluttà revanscistiche da ogni poro: dopo un paio di minuti, pur in sospetta posizione di fuorigioco, fa partire una sberla che finisce a lato di una spanna. La squadra sermidese insiste nella rincorsa al pareggio ma i suoi tentativi sono contrassegnati e marcatamente condizionati da insufficiente peso atletico. La mossa appena effettuata inoltre acquista via via un significato ed una esegesi tecnico\tattica dai contorni ben delimitati nonchè una valenza inconscia sempre più pregnante. Con lo scorrere del tempo il prezzo psicologico da pagare per l'azzardo diventerà così alto da risultare superiore non soltanto al desiderio ma anche alle forze dei biancoblù di saldarlo. Il Sermide però, nella sua generosa rincorsa all'obiettivo del pareggio, deve avere impietosito qualche divinità minore dell'Olimpo pedatorio perchè, proprio un minuto prima dell'intervallo, si vede servita su un piatto d'oro l'opportunità buona per raggiungerlo. Mantovani fa giungere una bella palla in area di rigore virgiliana a Succi, contrastato virilmente da Tinazzo: i due finiscono a terra ed il direttore di gara, dimostrandosi di manica molto larga, fischia la massima punizione a favore del Sermide. Dal dischetto calcia Travaini, l'estremo difensore biancoceleste para ma non trattiene la sfera sulla quale si avventa "Capitanfuturo" e realizza.
La ripresa si apre con il Virgilio che non solo controlla la situazione ma dopo una decina di minuti va vicinissimo al gol grazie ad Onorato, la cui frustata si spegne sul fondo di neanche mezzo metro. Mister Ciccone fiuta il vento favorevole ed entra in scena un paio di minuti dopo: dapprima toglie Bellotti ed inserisce Baratti e dopo un paio di giri di lancette lancia Grossi a rilevare Onorato. Da parte sua il collettivo sermidese, pur con una certa fatica, riesce non solo a contenere le proiezioni penetrative biancocelesti ma anche a farsi vedere in avanti; dopo un quarto d'ora di gioco Gavagna confeziona un pregevole traversone al centro dei sedici metri virgiliani per Succi che controlla, calcia in discreta coordinazione e manda la sfera sul fondo di pochi centimetri. La svolta del confronto matura poco dopo la metà frazione. Travaini, in un contrasto d'anticipo su Pop, ne viene da dietro un po' sbilanciato ed istintivamente, per impedire che la palla giunga al suo avversario la tocca volontariamente con le mani; l'arbitro è lì alle sue spalle, lo vede, lo deve ammonire ed avendolo già fatto in precedenza deve espellerlo. La compagine sermidese opera allora la sua seconda sostituzione: Guidorzi prende il posto di Oliani, viene collocato in difesa ma la sua situazione generale resta precaria. L'undici sermidese atleticamente ha già dovuto spendere molto ed in inferiorità numerica tutto diventa più difficile, più lontano, più ostile. Gavagna, Molinari e Verri si battono con ardore e slancio patriottardi ma la possente presenza muscolare di Baratti, Grossi e Remelli li relega gradualmente ai margini della scena. Mantovani e Succi ripiegano in continuazione in mediana ma al momento decisivo vengono loro a mancare l'energia e la precisione necessarie per potere superare dei valenti mastri carpentieri come Mutti e Tinazzo. Ad una decina scarsa di minuti dal triplice fischio nel Virgilio c'è l'ultimo cambio, con Gyamfi che rileva Mihai e meno di cinque minuti dopo si compie il destino della sfida. Pop allunga a Zorzella una palla filtrante in piena area sermidese; qui, in condizioni ideali di rilancio c'è Barozzi che però esita ad intervenire, favorendo l'avversario che non soltanto può così controllare la palla ma può anche avanzare, convergere leggermente al centro, mettersi in posizione di sparo e lasciare partire un imprendibile proiettile di rpg che fa secco l'incolpevole Casari. Proprio al novantesimo nel Sermide, Facchini sostituisce Verri ma nonostante ciò ed i cinque minuti di recupero assegnati dall'arbitro il risultato non cambierà più.
La classifica vede sempre in testa lo Sporting Cerlongo con 44 punti. Seguono Suzzara 40 – Acquanegra, Dosolo 37 – Poggese, Serenissima Roncoferraro, Virgilio 34 – Roverbella 33 – San Matteo 32 – SERMIDE, S.EgidioS.Piox 31 – Borgovilla 26 – Magnacavallo 23 – Villimpenta 16 – Soave 12 – Olimpia Gazoldo 8
NELLA FOTO: David "Capitanfuturo" Travaini, sempre più capocannoniere sermidese, ieri protagonista nel bene e nel male.


