Come tutti i salmi finiscono in gloria... così è anche per il Sermide che conquista la tanto sospirata salvezza cogliendo l'ultima occasione possibile.
AD UN PASSO DAL PARADISO...
Una radiosa luce che splende sul rinnovato e bellissimo impianto sportivo di San Martino Spino (scelto perchè le condizioni del terreno di gioco sono state valutate migliori di quelle nelle quali versa attualmente il “Comunale Nuovo” di Sermide) accoglie i ventidue protagonisti del confronto di cassazione di questo loro infinito campionato.
Il Sermide scende in campo con Biolcati in porta, protetto al centro della retroguardia da Banzi e A.Sinisi, da Bussoni e Oz sulle fasce; in mediana Barozzi I°, Bergamini, Salzillo, F.Sinisi con C.Iori e capitan Rampani di punta.
Mister Piazza, con comprensibile ma sensata audacia, disegna il suo Don Bosco Marcaria con uno schema più offensivo riguardo sette giorni fa: Calò tra i pali, capitan Dall'Aglio e Mega difensori centrali, Andreoli e Sisti difensori laterali; a centrocampo Bardini, Ghizzi, Palmieri ed in avanti Casanas, Photskhveria e Regattieri.
Secondo il complesso ed articolato regolamento, il Sermide ottiene la salvezza non solo in caso di vittoria o di pareggio ma anche in caso di sconfitta con un gol di scarto: il Don Bosco, invece, deve vincere con due o più gol di scarto.
MAR DEI CORALLI
Fin dalle primissime battute le due contendenti sono tutte assorbite nella meticolosa applicazione dei rispettivi copioni agonistici. I padroni di casa si muovono con discreta disinvoltura e personalità. Banzi e A.Sinisi presidiano la retroguardia avvedutamente, conferendole concretezza e solidità mentre Bussoni e Oz, seguendo la loro indole di levrieri del mare, non solo contengono le iniziative portate dalle punte marcariesi ma non disdegnano di slanciarsi in avanti a sostegno di Bergamini e Salzillo, sempre mobili, volitivi, grintosi. Rampani svaria su tutto il fronte d'attacco, si mostra con intelligenza tattica al suggerimento per i compagni e la sua vitalità sia atletica che caratteriale tiene sul chi-va-là l'intero pacchetto arretrato avversario. C.Iori e F.Sinisi volteggiano con avvenente passo argentino, dettando il passaggio e portando insidie all'area azzurra.
La formazione ospite, consapevole del durissimo compito che le spetta, si rimbocca le maniche e gioca con ardore. Bardini e Ghizzi costruiscono da dietro per Casanas e Palmieri, sempre convergenti su Photskhveria e Regattieri. E' però la compagine biancoblù che confeziona la prima vera occasione: dopo una dozzina di minuti dall'avvio è C.Iori in evidenza, il cui frustante sinistro finisce fuori di mezzo metro. Passano poco più di cinque minuti e l'orchestra sermidese lancia il suo acuto migliore, che resterà l'unico della sua intera esibizione, e passa in vantaggio. Bergamini lancia in profondità sulla fascia sinistra C.Iori che, convergendo al centro e stando a ridosso della linea di fondo è atterrato in piena corsa da Sisti: l'arbitro fischia il rigore, trasformato con glaciale freddezza da “Django” Rampani. L'undici sermidese, pregustando già un pomeriggio di festa, veleggia in tutta scioltezza e poco dopo la metà tempo va vicino al raddoppio con Bussoni che si incunea fino in area marcariese ma la sua prepotente stoccata termina sul fondo di una spanna; pochi minuti dopo Banzi serve lungo Bergamini, che calcia prontamente ma il portiere avversario è vigile e blocca in presa.
CORDA TESA
La contesa tuttavia da questo momento sembra procedere lentamente ma irreversibilmente su un altro binario, tenuta viva principalmente dal Don Bosco che, generoso ed indomito si fa sotto sempre più minacciosamente. Ad una decina scarsa di minuti dall'intervallo, Photskhveria tocca di precisione a Palmieri la cui sventola è messa in angolo da un superbo volo di Biolcati; trascorrono poco meno di altri cinque minuti ed ancora Palmieri, dal limite dell'area, sgancia un siluro da due megatoni ma l'estremo difensore biancoblù si distende plasticamente sulla destra e mette in corner. Il Sermide subisce quasi senza rendersene conto, arretra disorganicamente, con affanno, mentre gli azzurri marcariesi insistono convinti e risoluti ed all'ultimo minuto della frazione pareggiano il conto. Casanas dalla destra calibra un traversone che raggiunge dalla parte opposta Palmieri: la punta azzurra controlla, avanza e fulmina Biolcati con un rasoterra irresistibile.
ORIZZONTI LONTANI
Dal primo minuto del secondo tempo nel Sermide c'è L.Iori al posto di Oz.
Il gol ha prodotto un innegabile cedimento psicologico, lasciando dentro il Sermide un vuoto denso di terribili incognite. Il prevalere del bisogno di opporsi agli avversari a tutti i costi e la consapevolezza che il sogno pregustato tutta una stagione possa irrimediabilmente svanire, portano i biancoblù a smarrire la strada della lucidità. Braccati da Bardini, Casanas e Ghizzi, Bergamini e Salzillo sono risucchiati dal vortice dei mediani marcariesi. La volitiva pressione di Mega e Palmieri, raccordantesi con Photskhveria e Regattieri sale considerevolmente e non è contrastata efficacemente né da Barozzi I° né dai controrecuperi di C.Iori e Rampani. F.Sinisi, non forte, deciso ancor meno, non riesce ad evitare che il proprio ego annebbi le sue capacità tecniche e di giudizio: di fronte al progressivo inasprirsi della lotta si defila e sparisce dalla scena. Su queste basi si diffonde il morbo della sfiducia che infetta l'intero collettivo sermidese che ora è sempre più incapace di organizzare una risposta strutturalmente definita e valida.
Poco prima di metà tempo i padroni di casa effettuano la seconda sostituzione e Oliani prende il posto di C.Iori. Gli ospiti proseguono a tessere la loro tela grezza, che, pur tutta improntata sui lunghi lanci trasvolanti la mediana, risulta ruvida ed indigesta ai biancoblù.
SUL PRECIPIZIO
Accorgendosi che nei loro antagonisti è sempre più debole la volontà di reagire, sempre più approssimative l'impostazione e l'esecuzione della fase tattica sia in contenimento che in riproposizione, gli azzurri danno fondo a tutte le loro energie ed ad una dozzina di minuti dal novantesimo colgono i frutti del loro sudore e raddoppiano. Calcio d'angolo battuto da Photskhveria a spiovere e ribattuto maldestramente fuori dall'area sermidese dove sono rintanati tutti i biancoblù: sulla mezzaluna dei sedici metri c'è appostato Dall'Aglio che, in perfetta solitudine, controlla la sfera e con una sciabolata imprendibile crocifigge l'incolpevole Biolcati, vanamente proteso in tuffo sulla sua sinistra. Un minuto dopo, l'indomabile Ghizzi, anema e core della squadra marcariese, indirizza nell'etere un missile che finisce di una spanna sul fondo. Il Don Bosco sbarra la strada a tutti i tentativi del Sermide di risalire la corrente, effettuati peraltro in modo contraddittorio ed inanellando una serie di atteggiamenti agonistici conflittuali e parossistici.
Banzi e A.Sinisi non si muovono dalla linea rossa, affidandosi soltanto ai rilanci difensivi vecchia maniera; L.Iori partecipa al gioco difensivo in modo modestamente efficace, producendosi in alcune galoppatine sulla fascia ma difetta di precisione e tempismo. Lungo il trentottesimo parallelo Bergamini, Barozzi I°, Bussoni e Salzillo pur atleticamente provati, resistono generosamente a presidiarne ogni metro, a tamponarne ogni pertugio; Rampani è agli sgoccioli della sua riserva energetica, non riceve nessun aiuto da F.Sinisi, entrambe scavalcati dall'irruenza scomposta ma redditizia di Bardini, Ghizzi e Mega mentre Oliani è quasi abbandonato a se stesso.
A poco più di cinque minuti dal triplice fischio mister Varani effettua il suo ultimo avvicendamento e Guidorzi subentra a Rampani ma la possibilità di contenere efficacemente la spinta propulsiva marcariese risulta fieramente difficile per il Sermide, che versa in condizioni atletiche e psicologiche drammatiche, ai limiti della sopravvivenza delle probabilità di garantire con successo la prosecuzione del proprio disperato sforzo.
Il direttore di gara assegna cinque minuti di recupero ed i ragazzi di mister Piazza arrembano indomiti verso i legni sermidesi, dove i biancoblù sono tutti arroccati e resistono con le ultime flebili forze rimaste nelle loro vene.
Al penultimo minuto di recupero il Don Bosco esegue un cambio: dentro Stigliano e fuori Casanas. Sessanta secondi dopo, il triplice fischio è accolto dal Sermide come una autentica liberazione...
Nella foto 1. Sermide – da sin. In piedi: A.Sinisi, Oz, Barozzi I, Biolcati, Salzillo, Varani (all.)
In ginocchio: Bergamini, C.Iori, F.Sinisi, Banzi, Bussoni, Rampani
Foto 2. Don Bosco Marcaria


