Quarto turno del girone di ritorno ancora sfavorevole per la compagine sermidese che però esce a testa alta dal confronto contro un Pomponesco bello ed impossibile ma che stava per sperperare quanto di buono aveva meritatamente ottenuto.
CREAZIONI CON LE CIFRE
Nel Pomponesco Pantaleoni è tra i pali, protetto al centro della retroguardia da Fiorente e Gardini, sulle fasce da Costalunga e Cortese; a centrocampo Buoli, Condello e Poma a sostegno delle punte volanti Lana, Napolitano e Pali. Mister Guicciardi, avendo Cavaggion, Feltre ed Oliani infortunati, Russo e Verri squalificati, si affida al consolidato modulo che vede Di Costanzo in porta, Ferreiro e Kamal difensori laterali, Rudatis e Travaini difensori centrali; in mediana Marco Barozzi, Marastoni, Roveri, con Matteo Barozzi e Bortolini larghi sulle corsie esterne a sostegno di Freddi in avanti.
LA TANA DEL LUPO
Il cielo è plumbeo, gocce di pioggia pesanti come proiettili ed un vento di maestrale sferzante investono il terreno di gioco, rendendolo una landa desolata ed ostile. Il prato, già zuppo d'acqua da quarantott'ore di precipitazioni, possiede tuttavia un buon drenaggio e le due rivali giocano con promettente e piacevole decisione le loro carte d'assaggio. La formazione sermidese approccia la gara con cautela ed attenzione, resa prudente dalla scottatura di sette giorni fa e giudiziosa sulla consistenza dell'odierno avversario: affidata a Rudatis e “Capitanfuturo” Travaini, è all'inizio ordinata la fase difensiva, in stretta congiuntura con quella di centrocampo, caratterizzata dalla solidità e dalla sinergica intesa di Marco Barozzi e Marastoni. Il tratto distintivo del neopositivismo tattico dei padroni di casa è il modo con il quale riescono a soffocare efficacente sul nascere l'impostazione degli avversari. Capitan Condello dirige con asciuttezza la manovra costruttiva, assecondando con logici lanci ed assennati tocchi la potenza e la grinta di Buoli e Poma, costantemente appoggiati da Lana, Napolitano e Pali. La porta sermidese è insidiata dopo una decina di minuti. Condello serve Lana che si accentra un po' e scarica un fendente a mezzaltezza messo in angolo con un bel tuffo da Di Costanzo. Contro un avversario che corre su binari di notevole concretezza tecnico-tattica sorretta da fresca solidità atletica, gli ospiti sermidesi sono come pervasi da una inconscia sudditanza agonistica. Ferreiro e Kamal non si azzardano ad allontanarsi dai sedici metri, Roveri si trova in affanno contro i polmoni di Buoli e Poma. A centrocampo Marco Barozzi e Marastoni sono i più alacri e risoluti a prendersi sulle spalle il gravoso carico dell'impostazione ma ricevono sovente delle cocenti delusioni quando i loro sforzi naufragano appena raggiungono Matteo Barozzi e Bortolini, troppo leggeri e decorativi contro due scherani come Cortese e Costalunga. Generoso e coriaceo Freddi percorre tutto lo scacchiere difensivo pomponescano ma Fiorente e Gardini, con la dinamite nei quadricipiti femorali e negli scaleni del collo, fanno saltare per aria sistematicamente tutti i suggerimenti che a lui sono indirizzati. I ragazzi di mister Guicciardi toccano con mano che il Pomponesco non è più quel brutto anatroccolo incontrato nel girone di andata ma uno splendido cigno che dispiega già le sue superbe ali. Lana e Napolitano, con Poma e Pali stantuffanti dalla mediana, portano un pressing costante su MatteoBarozzi, Marastoni e Roveri. La crescente astenìa delle capacità interdittive sermidesi spiana la strada alle spedizioni punitive dell'undici biancazzurro che poco dopo la metà frazione passa in vantaggio. Condello tocca smarcante per Napolitano che a sua volta imbecca Pali, liberissimo un passo dietro il dischetto: il puntero pomponescano è glaciale e la sua sventola rettilinea gonfia la rete. Subìto il gol, ogni proponimento di reazione risulta amorfo negli ospiti, i quali, come storditi dal gran correre degli avversari, hanno perso buona parte delle capacità volitive più basilari. Il collettivo di casa impone adesso il proprio nuovo ordine agonistico. Le compenetrazioni tra gli inserimenti propulsivi di Poma e Pali e l'azione di controcopertura di Costalunga e Cortese ripuliscono tutto il centrocampo dalla presenza sermidese. Presenza sermidese che viene registrata di un certo rilievo soltanto a cinque minuti o poco più dal riposo: Roveri lancia Freddi che fugge palla al piede ed appena dentro i sedici metri avversari calcia di sinistro ma non imprime tutta la potenza che vorrebbe e Pantaleoni blocca in presa sicura.
GLI SPIETATI
Lasciato negli spogliatoi Lana ed inserito al suo posto Mortini, la compagine di casa si ripresenta in campo per la ripresa già schierata sulle posizioni d'attacco e dopo neppure un minuto dal fischio dell'arbitro scatena la sua furia devastante. Mortini, sul limite dell'area, scaglia un destro bruciante ribattuto con i pugni da Di Costanzo, sulla sfera si avventa Pali che la spedisce alta di una spanna. Un minuto dopo, sul vertice destro dell'area sermidese, Condello disegna una parabola raffaellesca verso il centro, dove Pali con un volo a planare colpisce di testa e raddoppia. Sessanta secondi dopo Travaini atterra Mortini in piena area di rigore sermidese: il direttore di gara assegna ai biancazurri la massima punizione, realizzata da Pali. La formazione sermidese sembra come svuotata di colpo da ogni tipo di energia e volontà di riemergere. La sua replica è anemica e stagnante, si acuiscono i conflitti di interesse in fase difensiva, gli slanci offensivi sono sempre più asfittici. Il Pomponesco guazza a suo piacimento in questa situazione ma commette un errore che avrebbe potuto costargli molto caro.
GIOCO D'AZZARDO
Come in preda ad un inebriante torpore rinuncia quasi interamente alla prosecuzione del suo sviluppo creativo, il suo stato di vigilanza si riduce a livelli di pura sopravvivenza neurovegetativa e la squadra sermidese ne approfitta. Dopo una decina di minuti di gioco mister Guicciardi opera la sua prima sostituzione e Dzairi rileva Roveri; ne trascorrono altri cinque e con una fiammata inattesa la compagine ospite accorcia le distanze al termine di una azione concitata e rocambolesca. Bortolini si spinge in piena area pomponescana e tira, centra la traversa e scendendo a terra la palla sbatte al di qua della linea di gesso ed è allontanata con affanno dal portire biancazzurro; ma ad un paio di passi alle sue spalle c'è Matteo Barozzi che la raccoglie, si allarga accentrandosi leggermente, incespica nel fango viscido ma riesce a trovare lo spazio aperto e di destro mette dentro. La pioggia continua a flagellare il campo le cui condizioni peggiorano a vista d'occhio, così come peggiora la qualità complessiva dell'azione della squadra di casa che, sedotta ed appagata dal rassicurante margine di vantaggio, si illude di avere già conquistata la vittoria. La funzione di sbarramento operata da Buoli, Napolitano e Poma è languida, Lana e Pali sviluppano i temi offensivi svogliatamente, sprecando la notevole mole di lavoro in proposizione di Mortini. I biancoblù attingono dal profondo delle loro capacità cognitive ed atletiche, con Marco Barozzi che manovra il suo vomere d'acciaio scalzando a ripetizione Buoli, Lana e Poma a beneficio dell'aumento della pressione operata da Dzairi e Marastoni. Poco dopo metà ripresa il Sermide procede al suo secondo avvicendamento e Lamkhanter rileva Matteo Barozzi. La contesa assume contorni sempre più precari per la formazione biancazzurra mentre lungo il trentottesimo parallelo il rapporto di forze tra le due antagoniste va squilibrandosi sempre più a favore del collettivo sermidese che, ad un quarto d'ora scarso dal novantesimo, riduce ancora il divario: sulla destra Dzairi tocca all'avanzante Kamal, di qui a Freddi la cui stoccata malandrina finisce nel sacco avversario. I padroni di casa sembrano come riaversi di colpo dal lungo sonno che li ha avvolti e rispondono con pericolosità nemmeno cinque minuti dopo. Buoli calcia una punizione a spiovere in area sermidese dove piomba Pali che però spedisce la sfera sul montante e quindi Di Costanzo è svelto ad abbrancare in presa. Un minuto dopo l'allenatore sermidese fa la sua ultima mossa e Lecca prende il posto di Bortolini. La situazione metereologica rimane pessima: il rettangolo verde è adesso trasformato in una poltiglia infernale che ha succhiato quasi completamente le scorte energetiche ad entrambe le contendenti, falsandone di conseguenza anche l'estrinsecazione tecnica. Il Sermide, pur battendosi con slancio e dedizione alla causa davvero ammirevoli, sembra ormai presagire prossima la fine mentre l'undici pomponescano può tirare un po' più il fiato e rendersi pericoloso a cinque minuti scarsi dal triplice fischio: impetuosa galoppata di Napolitano dalla destra, traversone in mezzo dove giunge in corsa Condello il cui fiondante sinistro viaggia a neanche mezzo metro da terra e si spegne sul fondo, distante un palmo dal palo destro della porta sermidese. Con precisione svizzera l'arbitro fischia la fine dopo tre minuti di recupero.
LE PAGELLE DI MAVERICK
CONDELLO : pulito ed essenziale tecnicamente, è astuto e perspicace. In ogni momento della gara sa trovarsi nel punto giusto a prendere le iniziative e le misure necessarie a rendere efficace l'opera di rottura, pronta e brillante quella di costruzione. Rimane razionale e freddo nel lungo momento di appannamento della squadra grazie alla sua innata dose di senno e calma olimpica. Medaglia d'oro
MORTINI : le sue invenzioni sono fresche e spumeggianti come quelle di un ballo in maschera nonostante il miserabile pantano sul quale si sono estrinsecate. Finte e controfinte con pregevole retroterra atletico completano la sua prova, emblema di sostanza e personalità. Medaglia d'argento
BUOLI e POMA : pochi fronzoli estemporanei e più sostanza tattica quando sono chiamati a produrre il massimo sforzo. Sufficiente personalità, discreto passo di corsa ed intraprendenza da vendere, il calo di rendimento nella ripresa non ne guasta l'intera prestazione. Medaglie di bronzo
MARCO BAROZZI : conferma di non essere solamente un interditore muscolare ma dà prova anche di polivalenza ed opportunismo tattici. Il suo momento migliore è tutta la ripresa, quando il suo flottaggio più a ridosso dell'attacco ne aumenta il grado di pericolosità. Medaglia d'oro
FREDDI : si accorge del momento delicato della squadra appena subito il primo gol avversario: soccorre i compagni con l'esempio pratico e li incita anche quando merirebbero una sua strigliata. Discreta la sua tecnica individuale espressa sulla livida palude pomponescana e sorretta da una virtuosa condizione atletica. Medaglia d'argento
RUDATIS : malgrado la retroguardia anche a lui affidata è stata trafitta tre volte, si riscatta nella ripresa, e quando la pressione avversaria svanisce, avanza con belle sortite verso la mediana ma senza sguarnire eccessivamente la sua area.Medaglia di bronzo
IL PODIO BIANCOBLU' DI MAVERICK
MARASTONI 40 punti
VERRI 36 punti
TRAVAINI 34 punti
RUSSO 32 punti
RUDATIS 28 punti
FREDDI 26 punti
CAVAGGION 20 punti
DI COSTANZO 14 punti
KAMAL 14 punti
ROVERI 14 punti
OLIANI 12 punti
MARCO BAROZZI 10 punti
MARZOLA 10 punti
Le partite della quarta giornata di ritorno.
Medolese – Pol. Futura 2-1
S.EgidioS.PIoX – Rapid United 2-4
Serenissima – IvecoSuzzara 0-2
Olimpia Gazoldo – Roverbella RINVIATA
Pievese – Real Bagnolo RINVIATA
Pozzolese – Boca Juniors RINVIATA
Moglia – Acquanegra SOSPESA
La classifica provvisoria vede in testa il Rapid United con 41 punti. Seguono Medolese 37 – Iveco Suzzara e Pomponesco 35 – Moglia 32 – Pol. Futura 31 – SERMIDE, Pievese e Real Bagnolo 28 – Olimpia Gazoldo 26 – Roverbella 24 – Acquanegra 21 – Serenissima Roncoferraro 19 – S.Egidio S.PioX 12 – Pozzolese 9 – Boca Junior 4
Domenica prossima, 12 febbraio, la compagine biancoblù è attesa da un'altra difficile sfida, quella contro la Medolese, che nella gara di andata le aveva inflitto un severo 4-1. Fischio d'inizio al “Comunale Nuovo” di Sermide alle ore 14.30
Foto 1: Matteo Barozzi autore del primo gol sermidese
Foto 2: A sin. il Pomponesco a destra il Sermide


