Il verdetto finale del campionato è felice per il Sermide che, pareggiando la gara di ritorno, conquista la salvezza e condanna il Moglia alla pena capitale della retrocessione in terza categoria.
I NUMERI DELL'OPERAZIONE OVERLORD
Nonostante abbiano ricevuto la rituale cortese richiesta della foto di gruppo preliminare degli undici partenti dal primo minuto, i giocatori del Moglia si sono rifiutati di farsi fotografare. Barbi è in porta, R.Finatti e Luppi difensori centrali, Basseni e Righi difensori laterali; a centrocampo Amadei, L.Braga, Cracolici e Ritieni con Caramaschi e Rebucci di punta.
Mister “D'Artagnan” Guicciardi, che ha soltanto F.Massarenti infortunato, si affida agli ultimi indomiti gladiatori che gli sono rimasti: Di Costanzo tra i pali, Marco Barozzi e Travaini al centro del pretorio, Ferreiro e Gheorghinoiu sui fianchi; nel vallo mediano Matteo Barozzi, Calzolari e Mazziotti con Guidorzi e Lamkhanter flottanti lungo i capisaldi esterni a sostegno di Cavaggion, lancia avanzata.
IL GIORNO PIU' LUNGO
La più alta posta in palio dell'intera stagione condiziona l'approccio alla gara da parte delle due sfidanti, che partono ad andatura controllata e la mantengono per tutta la prima metà della frazione iniziale. Nei padroni di casa R.Finatti e Luppi non si staccano dalla mezzaluna della propria area e neppure Basseni e Righi se ne allontanano troppo. In mediana Amadei, L.Braga e Cracolici, divulgatori della produttività, si relazionano in ragionato e vicendevole dialogo con Rebucci e Ritieni. Gli ospiti sermidesi stanno con le antenne dritte: Matteo Barozzi, Calzolari e Mazziotti, aiutati dall'indefesso lavoro di supporto di Guidorzi, stendono una efficace rete contenitiva delle puntate avversarie mentre i maestri d'ascia Marco Barozzi e Travaini hanno già preso le misure a Caramaschi, tanto fumo e poco arrosto.
La prima pallagol la confezionano i bianconeri mogliesi addirittura a metà tempo con Rebucci che, partendo dalla fascia sinistra, supera Matteo Barozzi, poi Ferreiro ed infine traversa radente in mezzo, con la palla che fila via passando davanti alla porta sermidese senza che nessuno intervenga e va a finire oltre la fascia laterale opposta. Spentasi la repentina fiammata, le due antagoniste rinserrano di nuovo i ranghi, mantengono la velocità originaria e non osano niente di nuovo. Passano altri dieci minuti buoni prima che un'altra emozione colpisca il foltissimo pubblico presente sulle tribune. E' ancora Rebucci il protagonista principe che, dopo un pregevole assolo sulla sinistra, fa partire il suo micidiale tiro mancino ma Di Costanzo è presente, si distende in tuffo e para. La formazione bianconera rimane molto cauta, quasi scolastica nell'azione di costruzione del gioco; in lei sono sbolliti il brio e la brillantezza, (eufemismi…) mostrati sette giorni fa. La squadra biancoblù dimostra di avere ancor meno voglia ed soprattutto intenzione di osare ma quando, a cinque minuti scarsi dal riposo, decide di fare sul serio, è micidiale e sferra il colpo che risulterà decisivo. Calcio d'angolo battuto da “Peter Pan” Cavaggion a spiovere leggermente arretrato sul limite dell'area mogliese, capocciata di “Capitanfuturo” Travaini che manda la palla nel mucchio sotto porta dove irrompe Guidorzi che mette dentro.
IL NEMICO ALLE PORTE
Dal primo minuto della ripresa l'undici mogliese si ripresenta con Corradi al posto di L.Braga e dieci minuti scarsi dopo provvede ad inserire Granato al posto di Rebucci. I bianconeri sono consapevoli di dovere forzare i tempi per arrivare almeno a pareggiare, si fanno un po' più intraprendenti e poco prima di metà frazione vanno a bersaglio. L'artefice è Granato che approfitta di una serie di rimpalli favorevoli ed in piena area sermidese si avventa sulla sfera e la manda in fondo al sacco.
VOLERE E' POTERE
La compagine sermidese assorbe piuttosto bene il duro colpo al suo morale ed al suo margine di vantaggio nel punteggio complessivo della contesa e reagisce virilmente. A centrocampo Matteo Barozzi e Mazziotti contrastano con efficacia Corradi e Cracolici giovandosi del generoso intervento suppletivo di Cavaggion e Guidorzi. Nel settore arretrato Ferreiro e Gheorghinoiu smorzano l'impetuosità penetrativa di Granato e Ritieni mentre Marco Barozzi e Travaini controllano con facilità le intermittenti sfuriate di Caramaschi.
A metà ripresa il collettivo ospite opera il suo primo cambio e Mantovani subentra a Guidorzi. Sul piano spettacolare l'incontro offre sempre di meno, con le due contendenti sempre più deficienti di risorse anatomo-fisiologiche, di precisione tecnica e di ottemperanza ai paradigmi tattici di base. Caparbiamente arroccate lungo tutto il trentottesimo parallelo, in entrambe il giuoco si sclerotizza in un batti e ribatti fatto di lancioni che, abnormi per ampiezza ed approssimativi per calibratura balistica, vanno sistematicamente a perdersi nel nulla.
Ad una dozzina di minuti dal termine il Sermide procede ad un altro avvicendamento: fuori Matteo Barozzi infortunato e dentro Facchini. Un paio di minuti dopo il Moglia si divora il gol del vantaggio con Cracolici che, solo soletto davanti a Di Costanzo, calcia fiaccamente consentendo al portiere avversario la facile presa. Altri due giri di lancette e la squadra mogliese provvede ad un altra sostituzione e Giacomelli rileva Basseni.
Ma tre minuti dopo l'undici ospite va così vicino al colpaccio che più vicino non si può: da Mantovani la palla viaggia serena verso Cavaggion che la serve a Lamkhanter il quale, dopo una serpentina brasileira, converge e scocca una freccia sulfurea che supera Barbi vanamente proteso in tuffo ma si schianta in pieno sul palo alla sua sinistra.
Ad un paio di minuti dal novantesimo nei bianconeri mogliesi, Margini subentra a Righi mentre al primo dei quattro minuti di recupero concessi dal direttore di gara mister Guicciardi innesta Tioli al posto di Cavaggion.
La sfida è ormai prossima al suo epilogo; quasi tutti i ventidue in campo sono al limite delle loro capacità, molti di loro boccheggiano ma nei giocatori di casa affiorano scorrettezze gratuite per fermare gli avversari, prontamente sanzionate dall'arbitro con le relative e sacrosante ammonizioni e l’espulsione di un difensore.
le medaglie di Maverick
CAVAGGION e TRAVAINI medaglie d'oro
GUIDORZI e LAMKHANTER medaglie d'argento
MATTEO BAROZZI e MAZZIOTTI medaglie di bronzo
Il medagliere di Maverick :
CAVAGGION 102 punti
GHEORGHINOIU 72 punti
MARCO BAROZZI 60 punti
TRAVAINI 60 punti
DI COSTANZO 50 punti
LAMKHANTER 44 punti
F.MASSARENTI 44 punti
MANTOVANI 40 punti
MATTEO BAROZZI 34 punti
CALZOLARI 28 punti
MAZZIOTTI 18 punti
GUIDORZI 16 punti
LOVISI 16 punti
FERREIRO 12 punti
PAGANELLA 8 punti
LECCA 4 punti
MAGNANI 4 punti
FOTO 1 . l'allenatore sermidese Luca Guicciardi
FOTO 2 . l'undici biancoblù sceso in campo dal primo minuto (da sinistra) in piedi Gheorghinoiu , Cavaggion , Marco Barozzi , Ferreiro , Di Costanzo , Travaini
(in ginocchio) Calzolari , Guidorzi , Lamkhanter , Mazziotti , Matteo Barozzi


