VENERDI’ 22 MAGGIO ORE 18 INAUGURAZIONE Autodidatta, Mauro Saviola (nella foto al centro con a sinistra Cuccarini e Columbro) ha cominciato a dipingere nel 1980. Da allora ha esposto a Mantova, Ferrara, Roma, Londra, Venezia. Nel settembre del 2007 uno dei suoi dipinti è stato selezionato dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR) ed esposto insieme ad altre opere prestigiose presso i Musei Capitolini di Roma. E’ stato poi battuto all’asta da Christie’s per la somma di 13 mila euro, andando così a contribuire alla raccolta complessiva di 530 mila euro da destinare alla costruzione di scuole in Sudan.
La stessa passione alla base del suo successo imprenditoriale è il fondamento anche della sua esperienza artistica. I suoi dipinti sono come lui: potenti, forti, pieni di colore e di espressività. Rappresentano la materializzazione delle sue esperienze e delle sue emozioni; un impatto fortemente determinato dal vigore con il quale assorbono e catturano il visitatore. A quattro mesi dalla scomparsa, la Provincia gli dedica questa personale alla Casa del Mantegna, sede prestigiosa e molto cara all’artista. Sono esposte 30 opere che ripercorrono l’intero percorso artistico, dagli esordi degli anni ’80 fino al 2008. Si tratta di un evento unico, nonché l’ultima occasione per ammirare di persona le opere di questo grande personaggio mantovano. Si tratta infatti dell’ultima mostra personale che la famiglia, grazie alla preziosa collaborazione della Provincia di Mantova, ha deciso di organizzare per rendere omaggio all’artista recentemente mancato.
Dalla prefazione del catalogo:
Non serve per comprendere il personaggio mantenere separati i due aspetti della personalità di Mauro Saviola: il primo, quello universalmente conosciuto dell’imprenditore di successo, rispetto all’altro, quello dell’artista, dell’appassionato pittore. È’ infatti evidente che la sua creatività si mostrava e si accresceva in un rapporto costante tra se stesso e gli altri, a metà strada fra la bellezza di cui non poteva fare a meno e la comunità dalla quale non si voleva staccare. È per questo che le sue superfici inondate di colori, i suoi dipinti, sono riferibili alla medesima fonte cui si ispirava la sua continua ricerca di nuovi orizzonti produttivi. È stato il medesimo desiderio di vivere e di fare, il bisogno di esperienze, l’identica sensibilità espressiva a ispirare la scelta di occuparsi delle problematiche ambientali fino a caratterizzare in tal senso la propria struttura industriale. Per tali scelte fu definito l’uomo che «salvava gli alberi». Così, nel guardare alla complessa personalità di Saviola, imprenditore originale e creativo, sensibile sperimentatore di suggestive immagini pittoriche, la Provincia di Mantova rende ora un atto di ossequio a un concittadino “speciale”.
Il progetto di ospitare negli spazi della Casa del Mantegna una sua qualificata selezione di opere risale per la verità a qualche tempo fa. Poi, del tutto inaspettatamente, il cuore di Mauro Saviola si è fermato. L’atteso appuntamento con l’artista e con quanti ne apprezzavano l’opera, quella che doveva essere una festa con le sue perfomance, si è perciò trasformato in un omaggio postumo sia al pittore sia all’uomo. Siamo però certi che l’evento espositivo troverà l’adesione deferente di tante persone sparse un po’ in tutto il mondo. La retrospettiva infatti ricompone il quadro di una personalità di straordinario interesse umano, imprenditoriale ed artistico, che occupa a buon diritto un posto importante nella creatività e nell’intraprendenza del made in Italy.
Ma osserviamo ora le opere esposte alla Casa del Mantegna, alcune delle quali di grandi dimensioni, tutte ampiamente esemplificatrici della produzione di Mauro Saviola. Il supporto di questi dipinti è costituito proprio da quei pannelli truciolari ecologici che nascono ancora oggi quotidianamente nei cantieri delle imprese di Saviola. Sulla superficie del truciolare l’artista amava lasciar fluire colate di colore secondo una scelta supportata, di volta in volta, da particolari funzioni cromatiche. A volte sperimentava soluzioni tonali. Altre volte si affidava ai colori complementari per accendere inediti e forti contrasti. In ogni caso il risultato rivela le meraviglie degli elementi cromatici, armonici o meno, o le inquietudini calate nei contrasti aspri e nell’imbrunirsi profondo delle tinte più cupe e introverse. Il suo procedimento rimanda a pratiche sperimentali di esperienze artistiche del ‘900. Con una sorta di automatismo psichico affidava le soluzioni espressive, in misura rilevante, al caso, a quella zona insondabile che non appartiene al controllo programmatico dell’artista. Ma si sa, come affermavano gli esponenti Dada agli inizi del secolo scorso, il caso non esiste. Sarebbe infatti più opportuno affermare che il caso rientra, legittimamente, nel processo creativo. Così nelle opere di Saviola il caso accompagna l’intuizione che presiede all’azione dell’artista, un’azione che dirige gli accadimenti e che segue con trepidazione il rivelarsi delle emozioni che spesso gli infiniti intrecci cromatici sanno offrire.
Per il sicuro interesse della sua opera, con tale manifestazione, ne siamo certi, la Casa del Mantegna assolve con coerenza il compito di documentare una presenza ineludibile nel panorama dell’arte mantovana. Nell’ordinare infine questa retrospettiva l’ente si fa interprete del sentimento di stima e di riconoscenza dei cittadini mantovani (e non solo) nei confronti di una personalità che ha saputo rappresentare quei valori umani, sociali e culturali che da ogni parte gli sono riconosciuti.


