Il quadro più enigmatico e più caro a Leonardo da Vinci, che lo tenne con sè fino alla morte, è eccezionalmente in mostra a palazzo Marino a Milano fino al 27 dicembre. Si può visitare tutti i giorni dalle 11 alle 19,30 con ingresso libero (di solito la fila è di 10 minuti).
"... il Battista di Leonardo è diverso da tutti: è un giovane che esprime entrambe le Nature, maschile e femminile, che annuncia l'utraterreno e si rivolge a ciascuno di noi. Ma Leonardo non lo rappresenta nel momento canonico in cui parla alle turbe e spiega l'arrivo imminente del Redentore. Il suo Battista tace e sorride sotto una montagna di capelli che sembrano onde del mare. Eppure il Battista di Leonardo che ora torna a trovarci in Italia, "parla" ma in modo inatteso. Va detto, allora, che in questo quadro siano contenuti proprio i due grandi temi che hanno interessato la lunga parabola del maestro di Vinci: l'annuncio e la parola. La segreta aspirazione di Leonardo fu e rimase sempre la rappresentazione impossibile del suono nella pittura. Così fece nella sua giovanile Annunciazione oggi agli Uffizi, dove la voce dell'angelo fluisce come un soffio dalla bocca socchiusa, così fece nell'Ultima Cena di Milano dove è proprio la rappresentazione della voce di Cristo a generare la coposizione. Ma il Battista di Leonardo annuncia e non parla, dato che la parola è metaforicamente contenuta nella mano destra che sale verso l'alto come un raggio di luce poggiato sulla tenebra da cui la figura sembra uscire. Lo sguardo pare voler cancellare paure e angosce per immergersi in quella dimensione dell'infinito inteso comne "solennissima quiete" di cui secoli dopo, con identico sentimento, ha parlato Giacomo Leopardi in una poesia veramente leonardesca".


