In occasione della rassegna pittorica dei Lunediestate, dal 23 al 30 agosto sono in esposizione le sue opere nella sala dell'Albergo Centrale di via Indipendenza a Sermide (Mantova). Lui si definisce un apprendista di tutto ciò che è artistico. Disegna e crea fin da quando era piccolo.
La sua passione per scrittura è sopraggiunta in seguito e lo ha aiutato a dare profondità e carattere alle sue figure. Il personaggio dalle mille qualità di cui stiamo parlando è il giovanissimo Carlo Costanzelli, nato a Ferrara nel 1990 e cresciuto a Bondeno. Nel 2009 conseguita la maturità scientifica si è iscritto alla Libera Università IULM di Milano per frequentare il corso di Comunicazione. Dopo l'uscita in libreria di alcune fiabe ha pubblicato nel 2007 il suo primo romanzo dal titolo Era buio. Un racconto del mistero con sfumature thriller e horror, edito da Pendragon, Bologna. A questo è seguito nel 2010 il romanzo miniatura La lettera di zia Rosita, edito dal Centro Studi Tindari Patti. Un tipo di romanzo di formazione sul genere surreale e ironico. Carlo Costanzelli ama spaziare fra i temi del fantastico, dal racconto surreale sino al fiabesco e al tenebroso. Non ha un modello letterario ben preciso. La sua lista di preferenze comprende quattro nomi tra gli scrittori più incisivi di tutti i tempi: Edgar Allan Poe, Guy de Maupassant, Robert Louis Stevenson e Oscar Wilde. Oltre alla pittura e alla letteratura bisogna anche sottolineare la sua passione per fumettisti come Alan Moore e Carl Schulz. Per conoscere meglio questo promettente artista a tutto tondo gli abbiamo rivolto alcune domande:
Come si svolge la sua giornata tipo? "Durante il giorno mi piace coltivare i miei hobby: leggere, ascoltare musica e guardare film. Alla sera invece esco volentieri in compagnia degli amici".
Che tipo di arte crea? "Se dovessi definire il mio genere, direi che è in linea con l'arte Pop, sulla falsariga del fumetto classico".
Ci descrive il procedimento di una sua opera fino al risultato finale? "Si tratta spesso di un procedimento lungo, fatto di tanti abbozzi spontanei ai quali segue una riflessione più ponderata. Di solito utilizzo acrilico su tela, ma non mi dispiace sperimentare altre soluzioni, magari più insolite. Il momento più complicato è stabilire quando l'opera è davvero finita".
Quali personaggi l'hanno ostacolata e quali l'hanno sostenuta? "Non c'è stata una figura in carne ed ossa ad ostacolarmi, tutt'al più un orientamento sociale che presta poco interesse all'ambito artistico-letterario. A sostenermi invece sono stati il direttore di Sermidiana Luigi Lui e il poeta Gianfranco Maretti Tregiardini nell'ambito letterario; il Maestro Gianni Cestari nell'ambito pittorico. Senza dimenticare la mia famiglia".
Ha allestito delle sue mostre personali? "Ho allestito una mostra personale nel 2009 al Centro Culturale Auxing di Bondeno".
Quali sono stati a suo parere i migliori artisti di tutti i tempi? "Ammiro molto Michelangelo, Dalì, Schiele, Lichtenstein e Pratt. Fra i contemporanei Tim Burton che considero uno straordinario disegnatore, il grande fumettista Claudio Villa, Gary Baseman e Matt Groening creatore dei Simpson".
Cosa sarebbe disposto a sacrificare a favore dell'arte? "In prima battuta direi tutto. In seconda realizzo che si comprende il vero attaccamento a qualcosa soltanto nel momento in cui lo si perde, quindi non so rispondere".
Quale è stata la soddisfazione più grande e quale la delusione? "La delusione più grande è stata comprendere che l'arte e la letteratura oggi godono di scarso interesse e visibilità. La soddisfazione più grande spero di doverla ancora vivere".
Informazioni: www.carlocostanzelli.it