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Le Chiese della Riviera del Po

Ghidini_PierluigiLa Galleria d’Arte Arianna Sartori di Mantova, nella sede di via Cappello 17, dal 7 al 19 maggio, presenta una nuova mostra personale dell’artista bresciano Pier Luigi Ghidini. L’esposizione è supportata da un catalogo che si avvale della presentazione del Prof. Mauro Corradini, che all’inaugurazione introdurrà questa personale alla presenza dell’artista. 

Tra aperture surreali e quotidianità: il mondo simbolico di Pier Luigi Ghidini

1. Ci sono “attenzioni” che ci aiutano a definire gli ambiti poetici di ogni artista; e sovente, queste attenzioni linguistiche appaiono per accenni, a volte in componenti anche marginali dell’opera, in cui i particolari divengono spie o cartine di tornasole di alcune scelte di fondo. E per Pier Luigi Ghidini, le scelte di fondo sono sostanzialmente ancorabili al bisogno figurativo, evocativo, al rinvio alla memoria, alla volontà di trasfigurare la realtà quotidiana cui sembra contrapporsi, fin quasi ad avere la prevalenza, il bisogno opposto di provenienza onirica di dar voce alla fuga, di aprire un varco all’immaginazione, nel dare aperture all’itinerario espressivo. E accanto a tutto questo, il bisogno di rigore, il bisogno di una costante riquadratura, ai limiti quasi della geometria, per uscire dal magma di colori succosi, di pennellate dense, che gli derivano dalla tradizione, dall’aver condiviso, per tutti gli anni sessanta, una pittura che non si discostava dalla figurazione dal vero di stampo tradizionale, costruita da subito con una semplificazione iconografica che appare figlia ed erede della narrazione post bellica.

 Pier Luigi Ghidini

Bresciano del 1944, Pier Luigi Ghidini vive da anni in Franciacorta, ma lo splendido paesaggio che circonda il suo studio non sembra averlo apparentemente influenzato. In realtà così non è: nelle sue singolari visioni surreali trapela un forte senso “ecologista” e il concetto di Natura risulta in lui preponderante. Lasciando sedimentare le fasi di un’attività quasi quarantennale, che dalle origini postimpressioniste è passata attraverso esperienze “metafisiche”, neo-cubiste e surrealiste, nell’ultimo triennio Ghidini è approdato ad un’originale maniera in cui convivono questi stilemi, ma come “prosciugati” e reinterpretati da una sintesi estrema. Anzitutto ciò avviene grazie ai compositi mezzi tecnici, che alternano gli ormai tradizionali colori acrilici (su tela e su tavola) con una sorta di affresco, realizzato con sabbie e collanti che non si alterano, assieme ad una preparazione con gesso, la quale suggerisce fortemente l’impressione di un muro scrostato.