Dr. Nicola Cosentino (Specialista in Oculistica Bonizzo di Borgofranco sul Po (Mn) sarà presente sabato 29 alla trasmissione ULISSE di Alberto Angela.
Da alcuni anni si occupa di rievocazione storica ed in particolare della storia della medicina da campo, cioè la medicina a seguito delle truppe in guerra.
La medicina ha sempre rivestito un ruolo di fondamentale importanza nella storia di ogni civiltà e, di conseguenza, l’argomento ha attirato l’attenzione di molti autori che hanno privilegiato sostanzialmente un singolo approccio metodologico d’indagine. C’è chi si è soffermato agli aspetti storici e culturali della pratica medica; chi ha esaminato in dettaglio i reperti archeologici ad essa riferita; chi ancora ha valutato in maniera critica i risultati conseguiti dai medici romani. Fondatore del gruppo “ Castrum Bonitii” di Bonizzo (MN) e fa parte del gruppo di rievocazione storica denominato “I Legio Italica “ di Villadose (RO) , aiutato dai “miei legionari”, ha cercato di far conoscere a coloro che seguono le varie rappresentazioni storiche, l’applicazione delle tecniche mediche su un teorico campo di battaglia.
La medicina militare altro non è che l’applicazione delle conoscenze della “medicina civile” in uno scenario che è il campo di battaglia. Il medico militare antico sapeva che presto avrebbe dovuto curare ferite da taglio, ferite penetranti, ossa fratturate o tagliate e che pertanto tutto quello che aveva imparato nella vita civile poteva non essere sempre utile per salvare un ferito in battaglia; di conseguenza capiva cosa funzionava e cosa non funzionava, migliorando i trattamenti.
Ciò non significa che il medico militare sapesse il perché un dato medicamento o una data medicazione avesse funzionato. Lui osservava la percentuale di recupero e quindi prendeva coscienza di quali trattamenti erano più idonei per curare una determinata ferita o malattia. Il lavoro del medico Legionario non era solo curare le ferite ma anche prevenire le malattie (evitare di creare latrine vicine all’acqua potabile per non determinare un successivo scoppio di malattie…), servire da medico veterinario ( per muli, cavalli , pecore, capre, mucche, ecc.), ispezionare gli alimenti , ecc. Nelle guerre antiche i soldati che riuscivano ad ottenere soccorsi ed essere medicati, erano solitamente soldati con ferite non mortali, nel senso che potevano essere curati in battaglia ed il trattamento consisteva spesso nel pulire la ferita, controllarne la fuoriuscita di pus ed impedirne la contaminazione. I soldati con lesioni serie quali il taglio di arterie o traumi cranici, insieme a quelli con ferite perforanti ed addominali con interessamento degli intestini, erano i primi a morire poiché non erano presi in considerazione dal medico da campo. Le fratture non esposte erano quelle che più facilmente venivano ridotte con l’immobilizzazione dell’arto. Al contrario quelle esposte o le multiple, venivano trattate con l’amputazione che però esponeva il soldato al successivo rischio del sanguinamento …
Cosa abbastanza curiosa è che nelle battaglie antiche il maggior numero di ferite mortali lo si aveva quando uno degli eserciti veniva messo in fuga; i soldati vittoriosi spesso scaricavano la loro furia sugli sconfitti provocando il massimo dei danni; solitamente soltanto i comandanti venivano risparmiati. Altro fatto importante è che proprio attraverso le guerre la conoscenza medica ha potuto diffondersi e quindi migliorarsi… la conquista di un Impero serve anche per imparare nuovi modi curare, di alimentarsi , ecc. Le legioni Romane prestavano grande attenzione nella scelta del Medico da campo. Il servizio di Sanità viene istituito già nel periodo della Repubblica ma qui i medici militari curano SOLO gli Ufficiali mentre ai Legionari non resta che pagare il medico per essere curati. E’ solo dopo la formazione dell’impero sotto Ottaviano Augusto nell’ultima metà del I sec. A.C. che Roma impiega i medici al servizio dell’intero esercito. La carriera del medico nella Roma Imperiale inizia tra i 20 ed i 21 anni ma il servizio effettivo avviene solo in tempo di guerra. In un primo tempo i medici non sono retribuiti poi sotto Cesare Augusto lo stipendio è di 225 Denari; sotto Domiziano sale a 300 Denari; sotto Settimo Severo a 500 con vitto gratuito. I medici pretoriani delle Coorti arrivavano fino a 700 Denari ! Quindi il medico non poteva chiedere nulla in cambio delle sue prestazioni : “A MEDICIS MILITES GRATIS CURENTUR”.


