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Le Chiese della Riviera del Po

pirovanoÈ allievo di Dario Fo ed ha vissuto nella "Bottega" di famiglia per quasi 25 anni portando i suoi monologhi in tutto il mondo. Mario Pirovano presenterà anche a Pegognaga, per la prima volta, Il mistero buffo, il pirotecnico grammelot considerato ormai un classico del ‘900. L’appuntamento è venerdì 11 febbraio alle ore 20.45 al Teatro Anselmi, per la stagione organizzata da Fondazione Aida e il Comune di Pegognaga.

Per anni Dario Fo ha condotto ricerche sulla cultura popolare indagando su testi in lingua volgare, in latino ed in lingue neolatine. Li ha tradotti, riscritti, riadattati fino a dar loro una chiave teatrale, sotto forma di giullarate. E di giullarate è composto “Mistero Buffo”, termine usato già dal II° e III° secolo dopo Cristo per indicare uno spettacolo e una rappresentazione sacra. Un mistero buffo è dunque uno spettacolo grottesco che nasce dal popolo, un mezzo di espressione popolare ma anche di provocazione e di agitazione delle idee, uno straordinario impasto comico-drammatico.

Dopo dieci anni di lavoro da tuttofare con la coppia Fo/Rame, primo fra tutti tenere la scala al tecnico audio luci della compagnia, Mario Pirovano ha iniziato a recitare il Mistero Buffo come per gioco tanto che nessuno avrebbe mai immaginato che quello era l'inizio di una nuova vita, da “aiuto di tutto", come lo stesso Pirovano si definisce, ad attore protagonista di uno dei testi più importanti del teatro del 900".

Il ”Mistero Buffo” di Pirovano si compone di quattro giullarate: “La fame dello Zanni”, che racconta la storia della fame dei contadini padani del ‘500, la storia di “Bonifacio VIII”, papa tiranno che Dante ha messo all’Inferno, “La Resurrezione di Lazzaro”, ovvero la descrizione parodistica del miracolo più popolare del Nuovo Testamento, vissuto come grande happening del tempo e “Il Primo Miracolo di Gesù Bambino” tratto dai Vangeli apocrifi che descrive come il piccolo Jesus, che fa volare gli uccellini di argilla, reagisce alla prepotenza di chi glieli distrugge.

Lo spettacolo, dal sapore fortemente ironico e profetico ci ricollega alla tradizione del teatro popolare del Medio Evo. Ma i continui richiami all’attualità, che fanno da cornice ai quattro brani, svelano il presente con le sue false ingenuità ed ipocrisie, regalando al pubblico momenti di incontenibile comicità. La lingua in cui vengono recitate è un particolare insieme di dialetti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia, una lingua sempre perfettamente comprensibile grazie alla forza della gestualità che accompagna la narrazione.

Teatro Comunale “G. Anselmi” (Piazza Vittorio Veneto 16)  tel. 0376/550213.
Ingresso: intero 12 euro, ridotto 8 euro.