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Le Chiese della Riviera del Po

laguerraedichiarataIniziativa ACEC: "Il senso della fede": La guerra è dichiarata

15 Maggio ore 21,15 - Ingresso gratuito

Valérie Donzelli lo dice per prima: "Anch'io avrei grosse difficoltà a definire il film. Non credo che si tratti di una commedia drammatica, né di un dramma, né di un melodramma. Col senno di poi, abbiamo pensato con Jérémie che fosse solo un film fisico, intenso, vivo (...)". Forse è la premessa giusta per muoversi lungo un arco vasto di sensazioni, soprattutto al di là di quelle che l'argomento suscita in modo immediato e prevedibile. Quindi, alla domanda di Romeo: "Perché è toccato a noi?", Juliette risponde: "Perché noi ce la possiamo fare". E questo magari non definisce un 'genere' ma di sicuro mette a fuoco un atteggiamento, disegna un pensiero: che è quello della energia mentale, della forza della concretezza, del guarire, del vivere, qui e ora. Il copione diventa così una cronaca dal vero che non ha paura di virare nel (semi)favolistico, di far precedere l'asprezza dell'azione da voci "f.c." che ammantano la tensione di dolci umori truffautiani. Lo zoccolo duro della storia è nell'opporre a un evento di tragica emotività una reazione di secca razionalità (solo ammorbidita dalla preghiera che Juliette recita di nascosto da Romeo). Ne esce un invito alla vita, tanto più intenso in quanto non condizionato da entusiasmi di altro tipo (i due, informa la voce, si sono poi separati) o da derive retoriche.