Incuriositi da questo sport purtroppo poco pubblicizzato e poco noto, vogliamo saperne di più di questo mondo nel quale i maggiori componenti sono adrenalina, brivido e suspance.
Come mai ha deciso di praticare questo sport?E’ una passione di mio padre, lui lo praticava a livello amatoriale così me l’ha trasmessa da piccolo e con il passare del tempo questo sport mi ha sempre più coinvolto.
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PROFILO: Nome: Stefano Cognome:Marchini Data Di Nascita: 28/07/1989 Luogo Di Nascita: Ostiglia (MN) Altezza: 1,73 m Peso: 70Kg Team: Italparts Moto: Suzuki RM-Z 250 4t Pista Preferita: Asti Pilota Preferito: Stefan Everts GARE: 2002: 4° Minicross Esperti Campionato Veneto U.I.S.P. 2° Minicross Esperti Campionato Invernale U.I.S.P. 2003: 4° Minicross Esperti Campionato Veneto U.I.S.P. 2° Minicross Esperti Campionato Invernale U.I.S.P. 2004: 3° Minicross Esperti 125 Campionato Veneto U.I.S.P. 7° Agonisti 125 Campionato Invernale U.I.S.P.(con 7 gare in meno) 2005: 3° Agonisti 125 Campionato Veneto U.I.S.P. 3° Agonisti 125 Campionato Invernale U.I.S.P. 2006: 9° Agonisti 125 U.I.S.P. 12° Trofeo a squadre F.M.I. 2007: 3° Agonisti 125 U.I.S.P. 3° Mx2 under 21 Campionato Veneto F.M.I. |
-Da quanto tempo corre?
A quattro anni ho iniziato a girare imparando prima ad andare in moto che in bici senza rotelle. Le gare le ho iniziate a otto anni.
-Qualcuno si è opposto al praticare questo sport?
Un po’ mia mamma, come tutte le mamme dei baby motociclisti infatti non era molto contenta all’inizio, ma col passare del tempo si è abituata a questa mia passione.
-Con che moto corri, che numero hai scelto e perché?
Suzuki RM-Z 4t e il numero è l’881. All’inizio avevo scelto l’89, ma essendo già assegnato ad un altro pilota, la federazione mi ha imposto l’88. Vedendo che mi portava fortuna, non l’ho più cambiato. Quando sono passato dalla minicross (85cc) al motocross (125cc) era obbligatorio un numero dispari, così ho aggiunto l’1 finale ed ecco 881.
-Che campionato fai?
Campionato Veneto F.M.I, più altri trofei.
- Come mai non quello lombardo?
Per la distanze dalle piste, per gli amici e perché sono “cresciuto” nelle piste venete.
-E’ uno sport impegnativo, faticoso e pericoloso?
Impegnativo direi proprio di si , mi devo allenare quotidianamente e l’allenamento si divide in 2 fasi: palestra tre volte alla settimana per potenziare la muscolatura di braccia e gambe e una volta a settimana le prove in moto. Pericoloso direi di no o almeno al pari degli altri sport; tutto dipende dalla concentrazione, dall’attenzione e dall’abilità del pilota.
-Che soddisfazioni porta questo sport?
L’emozione di derapare nelle curve, di andare a tutto gas tra il fango e nelle buche, di stare a diversi metri di altezza nei salti, ma soprattutto la soddisfazione di lottare per la prima posizione.
-Vedo alle sue spalle un gran numero di trofei. E’ salito spesso sul podio?
Si molto spesso fortunatamente.
-Quando gareggia a Mantova nella pista “Il Migliaretto” (M.C. Tazio Nuvolari), circuito scelto per il campionato mondiale, cosa prova e come si sente?
Mi sento molto fortunato ad abitare a pochi chilometri da un circuito così famoso e tecnico, che ha sempre permesso ai piloti mondiali di allenarsi e confrontarsi con qualsiasi condizione meteorologica dato il terreno di conformazione sabbiosa.
-Come si arriva ad amare questo sport?
Forse perché ti mette in “moto” una quantità di adrenalina che è indescrivibile e poi diventi un tutt’uno con la moto: tu ti fidi di lei e lei si fida di te.
-E’ più importante la moto o il pilota?
È più importante il feeling tra moto e pilota, in quanto un bravo pilota deve conoscere la sua moto nei minimi particolari.
-Com’è il suo rapporto con gli avversari? Ne teme uno in particolare più degli altri?
Il rapporto con gli altri piloti è molto buono, quando ci troviamo nei paddock infatti parliamo e scherziamo amichevolmente. In gara, naturalmente, diventiamo avversari ma siamo corretti l’uno con l’altro. Non temo un avversario più degli altri perché siamo tutti molto competitivi.
-Visto i successi e le sue vittorie nei campionati regionali si sentirebbe pronto ad affrontare livelli superiori?
Si, praticando però allenamenti più frequenti e assidui e magari trovando qualche sponsor.
-Qualcuno da ringraziare?
Si ringrazio mio padre per avermi trasmesso questa passione, e per avermi sempre sostenuto sia moralmente, sia soprattutto economicamente dato che non ho alcuno sponsor.
-Grazie Stefano e in bocca al lupo
Non c’è di che grazie a te


