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Le Chiese della Riviera del Po

Egregio Direttore, campagne di Sermide, sabato mattina 27 settembre 2014. Verso le 7.40 mio padre, nel giardino della nostra abitazione, ode un colpo di fucile seguito da una gragnola di pallini che colpiscono una magnolia nel nostro giardino, di fronte alla nostra casa nonché attaccata al cancello d'ingresso nel cortile. Sempre in quegli stessi attimi sente il verso lancinante di un animale colpito a morte, che scopre poco dopo essere una lepre a circa 30-40 mt. nel campo di fronte.

Solo per un caso fortuito mio padre non è stato colpito da questo "cacciatore" il quale non si è fatto alcun problema nello sparare ad altezza d'uomo verso il cortile di un'abitazione. Con la stessa disinvoltura il delinquente si è successivamente avvicinato quanto bastava per recuperare il trofeo delle sue prodezze, totalmente incurante delle grida spaventate e di protesta di mio padre. A quel punto intervengo anche io e mi affretto prontamente a segnalare il fatto ai carabinieri, mentre il prode individuo mostra di non tenere in alcun conto le nostre proteste, bellamente fregandosene della gravità del suo atto, nonostante la minaccia dichiarata e messa in atto di denunciare il fatto alle forze dell'ordine. Chi risponde al 112 raccoglie qualche informazione (luogo, numero dei "cacciatori" autori del misfatto) e mi dice che manderà qualcuno. Peccato che non si è visto nessuno per tutto il resto della giornata. Mi si farà notare che in un momento di emergenza di criminalità diffusa un episodio simile in cui alla fine dei conti nessun essere umano è rimasto ferito o peggio ha una rilevanza pressoché nulla.

Alla fine dei conti quel che conta sono sempre i fatti però. Ed è un fatto che questo individuo che tutto dovrebbe avere tranne che il porto d'armi, se n'è infischiato delle più elementari norme di sicurezza e ha sparato verso un'abitazione e se n'è andato via trotterellando con il suo trofeo di caccia.

Se fossi io stesso cacciatore, penso che avrei tutti gli interessi nel cercare di impedire che individui simili rientrino nella categoria e possano andarsene in giro per le campagne a sparare dove vogliono. In attesa che ci scappi il morto o che qualcuno ci rimetta un occhio mentre sta pericolosamente curando il proprio giardino o sta oziando nello stesso, qui o altrove, buona "caccia" a tutti.

Lasciando a ciascuno le considerazioni del caso, mi si lasci però fare un sincero augurio: vista la latitanza o impossibilità di intervento delle forze dell'ordine, vista la pericolosità di difendersi con le proprie mani da parte della parte offesa (l'unico caso in cui la giustizia italiana mostra di usare il pugno di ferro), non mi resta che affidarmi al Fato e sperare che a quell'individuo vada di traverso la lepre e che possa trarne insostenibili dolori di stomaco.

Cordialmente, Cristiano Guidorzi