Alla cortese attenzione del presidente del Consiglio Comunale, il Sindaco di Sermide Interrogazione Urgente con richiesta di risposta scritta su: ATTIVAZIONE A MEZZO COMANDO DAL COMUNE DI VENEZIA DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA DI “PROGRAM MANAGER”: RICHIESTA DI PRECISAZIONI ED INFORMAZIONI SUL RUOLO, SUGLI OBIETTIVI, SULLA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA E SULLA LICEITA’ DELLA PROCEDURA DI ASSUNZIONE ADOTTATA. RICHIESTA DI PRECISAZIONI ED EVENTUALE DOCUMENTAZIONE SUL “GECT” ED ALTRE CONSIDERAZIONI SU PROGETTI ED ATTIVITA’ PRODUTTIVE.
Riteniamo che con la delibera n. 115 del 29/8 con la quale si assume “a comando” il Dott. Zinzani Gilberto, interpretando alla lettera le funzioni tipiche attribuibili al “Program Manager”, l’attuale Amministrazione Sermidese abbia di fatto abdicato, delegandolo all’esterno sin dall’inizio del suo mandato , uno dei compiti più alti ed esclusivi che caratterizzano l’operato di una Giunta, ovvero la programmazione strategica dalla quale discendono poi i progetti di sviluppo che ne dovranno caratterizzare l’operatività nel corso del quinquennio.
Ci sembra inoltre chiaro che una funzione tanto strategica, anche se i suoi contorni appaiono nello specifico ancora del tutto vaghi ed indefiniti, non possa avere un orizzonte temporale limitato ai sei mesi richiamati nel documento, ma debba seguire una logica di lungo periodo surrogando la mancanza di tempo, forse anche di capacità specifiche, della Giunta stessa.
Vi chiediamo quindi se la nostra interpretazione è corretta per quanto riguarda “rango” e durata della mansione in oggetto, non tanto sulla Vostra volontà di delega che ci sembra fuori discussione.
Rileviamo e sottolineiamo inoltre un costo di quasi 50.000 Euro su base annua, somma spropositata per le dimensioni del nostro Comune, soprattutto se riferita al momento contingente che sta vivendo la Comunità Sermidese
E’ inoltre sicuramente anomalo che un costo così importante non sia legato al raggiungimento di precisi obiettivi e di risultati concordati; non c’è traccia di questi elementi nella delibera di assunzione.
Vi chiediamo quindi se ci sono documenti a noi non noti che impegnino il Program Manager al raggiungimento di obiettivi ed al conseguimento di risultati meglio definiti e specificati.
Vi chiediamo inoltre, da un punto di vista Contabile-finanziario, se davvero è sostenibile questa onerosa assunzione “a comando” nel contesto del controllo di bilancio e della verifica preliminare del patto di stabilità o se piuttosto non possa pregiudicare un equilibrio molto precario già a monte della vostra decisione: inoltre rileviamo che si sarebbe dovuto formalizzare l’assunzione dopo la deliberazione di salvaguardia degli equilibri di bilancio, essendo l’evento posteriore all'approvazione del documento di previsione annuale, per cui il vostro modus operandi è irrituale e proceduralmente scorretto.
C’è un altro aspetto che può generare, a nostro avviso, problemi sulla gestione del personale, indotti dalla composizione del compenso su base annua del Program Manager: ammesso che si reperisca, sappiamo con estrema difficoltà e forzature, la copertura della quota fissa del compenso (imputabile sul bilancio), sarà problematico erogare i 7.000 Euro da attingere dal Fondo di Produttività ( quota variabile), poiché tale cifra erode quasi del tutto la capienza del Fondo con riferimento alla disponibilità 2011; non capiamo come sarà possibile gestire, con budget quasi azzerato, il rapporto con il resto del personale in modo meritocratico ed incentivante.
Vi ricordiamo inoltre che il rapporto tra dipendenti e numerosità della popolazione è requisito fondamentale per il rispetto della legge approvata in data 31/7/12 meglio nota come “Spending Review”; tra l’altro, grazie alla bontà di questo parametro, Sermide è stato ufficialmente definito “ comune virtuoso” nella passata legislatura.
Da un punto di vista “tecnico” ciò che più ci preoccupa è comunque l’aspetto Amministrativo/Legale: la Corte dei Conti Lombarda, in una recente disposizione, ha equiparato l’istituto del “comando” all’ assunzione a tempo determinato che, come tale, richiama l’applicazione del D.L. 78/2010 «Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica», articolo 9, comma 28 prescrivendo un tetto del 50% della spesa sostenuta nel 2009 per tale tipologia di collaboratori: in tale finestra temporale la spesa fu pari a zero, per cui si deve intendere, secondo questa autorevole interpretazione, assolutamente impropria, forse anche illegale l’azione dell’Amministrazione Comunale.
Il nostro Gruppo Consigliare Continuità per Crescere, oltre a stigmatizzare l’onerosità esorbitante dell’assunzione, coglie l’occasione per invitare ad approfondire, insieme al nostro Revisore dei Conti, la problematica “tecnica”, per prendere provvedimenti che possano correggere eventuali improprietà procedurali; ritiene con la presente interrogazione di aver pienamente assolto ai propri compiti di supporto, verifica e controllo degli atti consigliari e di giunta, dichiarandosi nel contempo estraneo a qualsiasi concorso di colpa in caso di eventuale contestazione dell’assunzione in oggetto da parte di Enti di Controllo Superiori.
Proseguiamo con altre considerazioni sul ruolo: una funzione quella di Program manager che, se finalizzata in particolare agli obiettivi di iniziative interregionali e sovranazionali, meglio si giustificherebbe per posizioni di staff nella struttura Consortile data la naturale attitudine dell’Oltrepò a rappresentare le vocazioni di un territorio vasto ed omogeneo; tale approccio sarebbe opportuno anche per distribuire meglio vantaggi e costi di questa potenziale valenza, che al momento è a carico della sola Amministrazione Sermidese.
Chiediamo se e come intendete correlare l’attività del “Program manager” in un contesto più ampio verso gli organi istituzionali dell’Oltrepò Mantovano o se ritenete che questa funzionalità debba essere prerogativa esclusiva del nostro Comune.
Apprendiamo inoltre, dalla stessa Delibera, che l’incaricato assumerà il ruolo di Direttore Generale del Comitato GECT, recentemente costituito con il partner “Confagricoltura MN” con finalità di strutturare progetti per ottenere risorse Comunitarie: facciamo notare che su queste tematiche l’approccio contrattuale ormai diffuso ed adottato da tutti gli Enti è quello di legare il compenso dei redattori/ gestori dei progetti al buon esito delle iniziative intraprese, evitando assolutamente la creazione di costose sovrastrutture o tutt’al più si ricorre ad una consulenza meno costosa e con meno adempimenti formali e burocratici dell’assunzione: non era forse opportuno adottare tale approccio ?
Questo incarico avrà un suo compenso specifico o sarà ricompreso nel costo del “comando”?
Chiediamo, in considerazione del “Capitale sociale” versato al 50% + 50% dai due membri fondatori del Comitato GECT( delibera 100 del 27/7 ), se il medesimo rapporto verrà utilizzato per suddividere i costi del Direttore Generale o se no quale percentuale di riparto verrà applicata, comunque venga gestito il compenso del Direttore ovvero sia esso a parte o ricompreso in quello del “comando”.
Apprendiamo dalla medesima delibera che al GECT aderiranno in un prossimo futuro le regioni greche dell’Epiro e dell’Egeo:
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Chiediamo, per la prima, quali affinità ci siano con il nostro territorio, dal momento che l’Epiro è la regione più impervia e montuosa della penisola greca, più adatta quindi a collaborare con comunità montane che con territori di pianura.
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Chiediamo, per la seconda, a quale Regione Egeo vi riferite: l’unica Regione Istituzionale con tale nome, non è greca bensì turca con capoluogo Izmir, l’antica Smirne, per cui non vediamo come possa, da paese EXTRACEE, attingere a Fondi comunitari; in Grecia esiste una generica “Regione delle Isole del Nord Egeo” che comprende arcipelaghi di isole, ma non ci sembra un partner plausibile.
Chiediamo quindi, per quanto riguarda il GECT , una maggior chiarezza e fattibilità degli obiettivi, delle strategie, delle partnership, caratteristiche ancora dai contorni vaghi ed imprecisi a giudicare dai documenti disponibili: serve un piano programmatico che evidenzi e chiarisca le componenti progettuali, al fine di rendere credibile l’ottenimento di futuri finanziamenti, a fronte di elevati costi certi per l’attivazione della struttura, sostenuti con denaro pubblico.
Precisiamo comunque che, pur criticando il metodo di gestione ed i relativi costi, nel merito consideriamo positivo un approccio a livello comunitario; riteniamo però che sia stato implementato in modo affrettato, con costi di scala sproporzionati alla nostra realtà, da “Comune solista” e senza la necessaria attenzione agli impatti finanziari ed anche legali/amministrativi.
Vi chiediamo inoltre se intendete valutare, in aggiunta ai tentativi sul palcoscenico europeo,importanti opportunità in sede nazionale : avete considerato, per esempio, il bando “Piano Città” indetto dal Ministero Infrastrutture e Territorio, tagliato su misura per territori che debbono rimarginare le ferite della recente calamità naturale, sostenendone la progettualità a livello Consortile: ci sembra di cogliere una generale tiepidità verso l’iniziativa che, a nostro avviso, anche per la situazione attuale e contingente del comprensorio, ha a nostro avviso ottime chances di successo.
Esprimiamo, per concludere con opportunità locali a noi vicinissime, condivisione all’interrogazione a mezzo lettera, esposta nella pubblica bacheca di P.zza Plebiscito, formulata dalla Lista Civica “Cittadini per Sermide”allegata alla presente: dopo aver espresso anche noi in consiglio e sui media locali, verbalmente e per iscritto, le medesime perplessità sul vostro operato, circa la mancata incisiva offerta di insediamento ad Aziende in delocalizzazione dalle aree più colpite dal Sisma chiediamo una vostra risposta formale nel merito e di dare evidenza documentale circa le azioni intraprese o in corso per creare sinergia con i territori che hanno bisogno di supporto e possono contestualmente creare sviluppo nella nostra area.
I Consiglieri del Gruppo “Continuità per Crescere”
Allegati: Richiesta Lista Civica Cittadini per Sermide
Ordinanza n.3 emessa Da Regione Emilia Romagna
Irregolarità non rilevate in Area Ex zuccherificio.
Premettiamo che il nostro Gruppo è in sintonia ed in piena Continuità con le politiche sociali attuate dalla precedente Amministrazione nei confronti delle minoranze tutte, anche verso la più numerosa proveniente dal Nord Africa: a questo proposito ricordiamo, oltre alle molteplici iniziative per favorirne l’alfabetizzazione e l’integrazione, la creazione di un tavolo di lavoro con le più alte cariche del territorio per discutere di problematiche connesse al ciclo produttivo locale del quale gli emigranti sono componente fondamentale, del disagio sociale che spesso si determina a causa della ciclicità del loro impiego, dell’istruzione nella nostra scuola che deve gestire fruitori tanto disomogenei ed ormai paragonabili come entità numerica, più in generale della componente migratoria che ormai è, di fatto, elemento ineludibile della nostra società civile.
E’ proprio per favorire l’evoluzione positiva del processo che raccogliamo anche elementi disarmonici che ci vengono segnalati dai Cittadini perché si possa, con il vostro controllo ed eventuale intervento, eliminarli e contribuire in tal modo all’obiettivo minimo di una “convivenza sostenibile”, per favorire poi ulteriori progressi verso l’integrazione, se possibile.
Numerosi cittadini hanno lamentato, anche direttamente alla Amministrazione, nelle serate del 14 e 19 Agosto prolungati e sostenuti rumori e suoni tipici delle ritualità di gruppo levarsi dallo stabile sito al numero civico 38 della via prospiciente l’ex Zuccherificio in direzione Nord/Est, area meglio nota come Stazione Porto, edificio nel quale era evidentemente in corso un convegno molto affollato.
Si tratta di sito ancora allo stato di “Area di cantiere” con lavori in corso finalizzati alla realizzazione di Centro Culturale Islamico, già più volte oggetto di discussioni e richieste di chiarimenti verso la precedente Amministrazione che aveva agito come segue:
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Era stato concesso regolare permesso alla Associazione “Amici della Pace” per tale realizzazione dal momento che nulla ostava alla legittima richiesta, ma veniva escluso nel modo più assoluto che tale edificio potesse essere eletto a luogo di culto, dovendo mantenere necessariamente ed esclusivamente lo status e la funzionalità di “ Centro Culturale”.
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La motivazione era insita nel fatto che l’articolo 20 delle Disposizioni attuative del Piano dei Servizi - Realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate a servizi religiosi- del vigente PGTammette tale destinazione d’uso solo nelle aree dedicate a tale finalità ma, allo stato attuale, il Documento di Piano del medesimo Piano del Governo del Territorio non prevede alcuna nuova area destinata a tale funzionalità.
Facciamo notare che il giorno 19, al quale fanno riferimento le segnalazioni dei cittadini , coincide con la chiusura del mese del Ramadan per cui è scontato che il rumoroso ed affollato convegno aveva senza alcun dubbio le caratteristiche di celebrazione di Culto Religioso.
Per di più non ci risulta che in tale sito siano stati conclusi i lavori suddetti e tantomeno che l’edificio in fase di riqualificazione abbia acquisito e gli siano stati riconosciuti i requisiti di regolarità che sono necessari per ospitare qualsivoglia riunione od evento, men che meno con un così elevato numero di persone
Siamo quindi a formulare le seguenti richieste di chiarimento:
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E’ stato richiesto formale permesso per il ritrovo religioso ?
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Se si, perché è stato concesso, dato lo stato di non agibilità dell’edificio ?
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Se si, perché è stato concesso, dato il divieto di svolgere in esso culti religiosi ?
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Se non è stato concesso formale permesso come mai non siete intervenuti, tramite gli uffici ed i funzionari preposti, per contestare all’Associazione “ Amici della Pace” le palesi irregolarità commesse?.
Ribadiamo ancora una volta che questa nostra interrogazione non vuole sottintendere alcuna avversione a carattere pregiudiziale nei confronti delle Comunità Immigrate, ma semplicemente intende verificare che nel nostro Comune vengano da tutti rispettate le norme ed i regolamenti vigenti, sotto l’attento controllo della Amministrazione Comunale.
In attesa di cortese e sollecito riscontro
I Consiglieri del Gruppo “Continuità per Crescere”
MOZIONE PER MANTOVA PROVINCIA
Premesso che in data 31/07/2012 il Senato della Repubblica Italiana ha convertito in legge il Decreto del consiglio dei Ministri N.95 del 6 luglio 2012, meglio noto come “Spending Review” , finalizzato a controllare ed intervenire per diminuire la spesa pubblica nazionale.
Premesso che tra i diversi provvedimenti è previsto il riordino delle Province sulla base di accorpamenti che, considerando estensione territoriale e numerosità degli abitanti , ridurrà dagli attuali 110 a circa 50 i suddetti enti locali.
Premesso che la Provincia di Mantova non soddisfa il requisito della estensione territoriale per circa 150 kmq e che quindi, se non si attuassero deroghe, decadrebbe dal ruolo.
Premesso che nel disegno originale Mantova sarebbe accorpata a Lodi e Cremona, con elezione a capoluogo di quest’ultima per ragioni di centralità geografica.
In considerazione delle azioni in corso da parte della attuale Presidenza e della Giunta Provinciale tutta, che mira a preservare l’identità territoriale, culturale e sociale del Mantovano, in questo supportata dal Consorzio dell’Oltrepò Mantovano, dal Sindaco del Capoluogo e da altri rappresentanti di Enti Locali delle macro aree mantovane: detto movimento d’opinione ha avuto recente riscontro positivo in seno al Consiglio delle Autonomie Locali ( CAL) della Regione Lombardia.
In considerazione dello scarso, forse nullo, contributo di risparmio che scaturisce dal riordino delle Province
Il Gruppo Consigliare “Continuità per Crescere”
invita
il Consiglio Comunale tutto ad esprimere il suo incondizionato appoggio all’iniziativa Provinciale che intende salvaguardare l’integrità del tessuto socio-politico mantovano e con essa la valenza storico-culturale del nostro territorio irrimediabilmente sminuita dall’eventuale unione forzosa, calata dall’alto, con effetti collaterali gravissimi in termini di ulteriore marginalizzazione, perdita di incisività dei “ Marchi di Eccellenza “ faticosamente conquistati, depauperamento dei servizi, perdite occupazionali oltre ad inaccettabili problematiche logistiche per la periferia: sarebbe per questo facile predire l’innesco di un processo disgregativo con defezioni da parte dei molti Comuni periferici verso altre Province e Regioni.
Invita altresì l’Ente a predisporre una proposta a supporto della propria tesi, nella quale si evidenzi anche un risparmio di spesa pubblica, al fine di dare credibilità ed incisività al piano di conservazione del rango provinciale autonomo.
I Consiglieri ed il Gruppo “Continuità per Crescere” di Sermide


