Non ci sconcerta né ci meraviglia la Vostra decisione di collocare altrove l’orto sociale, in sito che, auspichiamo, si rivelerà più adatto allo scopo di quello precedentemente identificato, definito inaccettabile da molti, per numerosi motivi di diverso peso specifico ma a nostro avviso tutti validi.
Vi ringraziamo per i chiarimenti, che “arrivati a questo punto” ci fornite sui contorni del progetto, sulle funzionalità e finalità dell’Orto Sociale; forse sarebbe stata opportuna a tempo debito una convocazione della Commissione Consigliare competente sull’argomento: ci avrebbe aiutato nelle valutazioni di un Progetto che, adesso capiamo, arriva anche dall’esterno, ma che avete rielaborato facendolo vostro nelle scelte e nella cocciuta presunzione che quest’ultime fossero tutte sacrosante ed inattaccabili. Anche noi in sintonia con i molti altri già da Voi informati, seppur in carenza di indicazioni specifiche, avevamo comunque definito nella nostra interrogazione / mozione l’iniziativa senz’altro “potenzialmente positiva”, collocazione a parte: voi ignorate questa considerazione e spendete la maggior parte della vostra risposta nello spacciare per avversione preconcetta la nostra critica costruttiva e, sfondando una porta aperta, perdete tempo a convincerci sulla possibile positività dell’iniziativa in sé e per sé.
 La rimodulazione della nostra mozione puntava in primis ad una nuova collocazione dell’Orto ed a conferire maggior valenza didattico/educativa rivolta in special modo per le scuole primaria e secondaria, che ci sembra assolutamente marginale nel progetto originale, oltre a proporre una valorizzazione del centro di educazione Ambientale articolata con lettera successiva Prot 3748 dell’11/5 , non potendo farlo per ovvi motivi nel Consiglio – fiume del 30/4.
 Premesso che riteniamo l’Auser di Sermide l’Associazione più qualificata per gestire ed utilizzare la struttura e per riverberare effetti positivi anche fuori dal suo ambito generazionale, permetteteci una sottolineatura critica in merito agli addizionali potenziali fruitori dell’Orto Sociale da voi individuati; pur rispettando la professionalità specifica di alcuni vostri Consiglieri nella materia socio-educativa, come pensate si possa ammorbidire l’ambiente ruvido tipico di un orto, quali misure di sicurezza e di prevenzione antiinfortunistica intendete adottare per garantire che piccoli e grandi frequentatori della scuola dell’infanzia e del centro disabili possano operare in piena armonia, al riparo da potenziali incidenti in un ambiente saturo di arnesi di lavoro, oltreché vero e proprio campionario di barriere architettoniche? Chi si assumerà la responsabilità di gestire la logistica della mobilità ed il tempo che spenderanno i suddetti soggetti nell’orto ? Probabilmente è tutto scritto nel fantomatico regolamento che voi date per disponibile
( secondo paragrafo della vs. lettera), tranne poi prevederne una futura redazione ( sesto paragrafo).
 Riteniamo che l’operato dell’Amministrazione sul tema si caratterizzi per due gravi mancanze che, a nostro avviso, sono recidive.
La prima sul metodo adottato, già stigmatizzato nella interrogazione, tanto divergente dall’approccio condiviso e partecipato che doveva essere la stella polare del vostro mandato: a proposito, noi non “ridicolizziamo il vostro metodo partecipativo”, semplicemente ne rileviamo un uso ed un abuso su tematiche di scarso spessore e/o di scontata unanimità, ne denunciamo l’assenza quando, come in questo caso, lo evitate accuratamente per scansare problemi di relazione, di potenziale contrarietà e conseguente impopolarità.
 Per uscire dal “cul de sac” nel quale vi siete invischiati con la scelta autoritaria e non partecipata della lottizzazione Rinascita avete attuato una variante metodologica stravagante e bizzarra , la contro – consultazione, che ci avete illustrato con tanto di modulistica ed esito statistico; riteniamo che la risposta più spontanea l’abbiano data le famiglie che non hanno ri-consegnato il questionario: pensiamo fossero legittimamente contrariate dalla ridondante ripetitività della vs. richiesta dopo che la loro volontà era già stata chiaramente espressa per mezzo della petizione.
 Nel commentare il presunto successo della vostra strana iniziativa sulla base dei numerosi “SI”, contraddittori rispetto alla dichiarazione d’intenti originale, forse sottovalutate il fatto che una lettera in arrivo dall’Amministrazione, dopo un porta a porta a tappeto di convincimento a posteriori condotto da autorevoli membri della medesima, esercita una pressione psicologica che a volte prescinde dalla consistenza delle argomentazioni e dalla loro validità.
 A questo punto ci meraviglia, quella sì, la vostra decisione di soprassedere ai lavori già ben avviati nel verde di Via delle Viole, dopo aver speso tante energie e tempo per conquistare una statistica apparentemente favorevole; dato che “a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina”riteniamo che la Vostra ultima scelta non derivi tanto da un ripensamento a tutela anche dei, secondo voi, pochi cittadini scontenti, quanto piuttosto dalla necessità di by – passare il problema principale ovvero la superficialità con cui si è operato nella verifica di fattibilità e di liceità tecnica.
Ma qui nasce la seconda questione, forse la carenza più evidente e sistemica, che la vostra replica si guarda bene dal menzionare e che viceversa era l’argomento portante dell’’interrogazione: la regolarità tecnica della scelta.
Abbiamo richiesto con dovizia di argomentazioni se l’area fosse tecnicamente spendibile per il progetto e a tutt’oggi non ne sappiamo nulla.
Emerge ancora una volta l’assenza sistematica, e questo non ci meraviglia ma neppure da cittadini ci conforta, di analisi tecniche relative agli standard urbanistici ed alla loro cessione nei tempi e modi definiti dalla Convenzione abbondantemente scaduta.
Si ricorda, per una corretta ricostruzione della vicenda, che l’Amministrazione che vi ha preceduto aveva iniziato l’iter per il collaudo e che, a seguito della richiesta di possibili monetizzazioni di aree da parte del lottizzante, si era aperta una nuova fase che poteva portare benefici ad entrambe le parti.
Se la proposta non è più attuabile è necessario chiudere la pratica e non trascinarla con ulteriori atti che appaiono non legittimi.
Avremmo sostanzialmente gradito (scusate se chiediamo tanto) il conforto di una verifica che appariva comunque necessaria a supporto dell’operazione, che evidenziasse come gli standard urbanistici di verde pubblico e di quartiere fossero salvaguardati, ovvero che gli atti intrapresi dall’Amministrazione e dal lottizzante non fossero in contrasto con la convenzione sottoscritta nel 1994: nulla di tutto questo, ovviamente, perché probabilmente la si stima una inutile perdita di tempo per il nostro settore tecnico che immaginiamo impegnato in progetti e programmazione di alto livello e profilo.
 Per concludere consideriamo immotivato lo spirito rancoroso e revanscista che ispira la chiusura della vostra lettera: Vi confermiamo che non saremo fra i “diffidenti che alla luce dei fatti sapranno riconoscere l’utilità di tale iniziativa”, perché già siamo consci del potenziale positivo dell’orto purché, cosa che verificheremo e controlleremo, il sito prescelto sia in linea oltreché con il comune buon senso anche con le norme vigenti e che il progetto, auspicabilmente, abbia maggior valore aggiunto di tipo didattico – educativo; a questo proposito siamo certi che gli Associati Auser saranno ben felici di dare un contributo alla formazione delle nostre giovani generazioni
Cordiali Saluti
 GRUPPO CONSIGLIARE DI MINORANZA
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