PREMESSO che l’art. 12 della Costituzione italiana prevede che la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni PREMESSO che, con l’entrata dell’Italia in Europa sugli edifici pubblici va esposta anche la bandiera dell’Unione Europea CONSIDERATO che la normativa in merito, legge n. 22 del 5 febbraio 1998, il D.P.R.M. 121 del 7 aprile 2000 ed il D.P.C.M. del 14 Aprile 2006 prevede e norma l’esposizione all’esterno degli edifici delle sole bandiere italiana ed europea (fatte salve le disposizioni particolari sull’uso delle bandiere militari e quelle estere), per il tempo che questi esercitano le rispettive funzioni ed attività
INTERROGHIAMO
 Il Signor Sindaco per conoscere le motivazioni che hanno portato all’esposizione delle Bandiere della Pace sul balcone esterno del palazzo Municipale.
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Vi sottoponiamo di seguito le considerazioni in base alle quali riteniamo illegittima oltreché inopportuna la vostra decisione
 Considerazione normativa_ Le norme vigenti sopracitate dettano le disposizioni su come disporre bandiera nazionale, europea ed in casi eccezionali (p.e.visite di ospiti istituzionali e qualora regolamenti specifici lo prevedano), anche altri gonfaloni, stemmi e vessilli, purché abbiano riferimento ad organismi di diritto pubblico : tra di essi ovviamente non può essere ricompresa la bandiera Arcobaleno della pace, perché espressione di generici e variegati movimenti pacifisti che spesso la sfoderano in modo selettivo con valutazioni non obiettive dei fatti che intendono “commentare” con il simbolo.
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Considerazione di opportunità politica_ Il nostro Gruppo riconosce sicuramente nella richiesta di pace un valore positivo, ma non si identifica in quel vessillo divenuto ormai un simbolo di appartenenza ideologica e politica; sin dal 2006 il nostro Gruppo Civico elesse a caratteristica fondamentale del proprio modo di operare la “laicità”, per cui per noi è inaccettabile imporre alla Cittadinanza, perché di imposizione si tratta, un simbolo da molti non condiviso, e rappresentare con esso quella ideologia e/o tendenza politica che ormai delinea nell’immaginario collettivo diffuso : voi spesso
dimenticate di essere l’Amministrazione di tutti i cittadini Sermidesi, non solo di una parte della Comunità; tra l’altro la correlazione positiva del vessillo con l’idea di pace è stata spesso contaminata, anche recentemente, da imbarazzanti accostamenti con Associazioni e movimenti che sono di fatto nei loro comportamenti in totale antitesi con il valore positivo che si vuole rappresentare.
Il balcone Municipale a nostro avviso è, Torre a parte, il fulcro di Piazza Plebiscito, il dettaglio architettonico più rappresentativo della Sede del Governo della Città, collocazione ideale dei simboli comuni di appartenenza: Europa, Nazione, Regione e/o Comune. Riteniamo che con il posizionamento dei due vessilli arcobaleno si sia disatteso il concetto di appartenenza collettiva.
Prendiamo atto che, seppur tardivamente, uno delle due bandiere è stata rimossa Sabato 12 scorso c.m.: rendeva caotico l’ ”arredo” del balcone ed, affastellata sulla stessa asta della “Europea”, formava un tutt’uno con il drappo blù stellato, a rendere l’insieme molto simile allo spot di un disordinato mercato rionale o a un suk medio orientale nel quale si espongono tessuti di scarsa qualità; riteniamo si potessero riscontrare sicuramente gli estremi del “vilipendio” alla bandiera.
 Constatiamo che non avete emanato una delibera di giunta e nemmeno una comunicazione a motivare il significato simbolico del gesto; più in generale l’oggetto della nostra interrogazione è una delle tante “deregulation” arbitrarie ed unilaterali che ricorrono frequenti nel vostro modo di operare e per le quali abbiamo solo l’imbarazzo della scelta nel citare
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la redazione di bandi per assunzioni di Funzionari con prescrizioni selettive inconcepibili.
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sedute consigliari convocate come straordinarie, che nulla hanno di tale caratteristica
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il tentativo di imporre impropria collocazione all’Orto Sociale
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l’instaurazione di rapporti tra amministrazione e funzionari talmente “flessibili” da esulare, a nostro avviso, dalle norme vigenti
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la non avvenuta registrazione di sedute Consigliari
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l’affidamento di incarichi senza il rispetto, a nostro avviso, delle norme e dei regolamenti ed altro ancora
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In attesa di avere riscontro tramite risposta scritta nei termini previsti dal regolamento Comunale, porgiamo
Gruppo Consigliare di Minoranza
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