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Le Chiese della Riviera del Po

Biancardi Massimo 179x240Mentre le amministrazioni comunali di Calto, Castelmassa e Ceneselli (le 3C) marciano spedite verso una possibile imminente fusione, quella di Castelnovo Bariano dice in un pubblico documento dice la sua in merito. Copia dello stesso è già stato inviato alle famiglie caltesi, massesi e cenesellesi. Il titolo: Quello che non ti hanno detto… e non ti diranno mai sulla fusione intercomunale.

Recentemente era stato divulgato un dossier in elegante brochure patinata riguardante la Campagna per la promozione del processo di fusione dei Comuni di Calto, Castelmassa e Ceneselli, a firma degli attuali primi cittadini Mauro Arrivabeni, Eugenio Boschini e Marco Trombini, sottoscritto pure dal massese sindaco dei ragazzi Alberto Trombini. In prima pagina a tutto campo facce di bambini sorridenti, ciò per cercare consenso fra i cittadini, sostenendo, fra l’altro, cose non vere o imprecise.

In tale relazione si legge che Massimo Biancardi sindaco di Castelnovo Bariano nelle settimane immediatamente successive all’ultimazione del primo studio di fattibilità… senza confrontarsi con gli altri primi cittadini di Calto, Castelmassa e Ceneselli decideva di escludere il proprio Comune dal percorso che era stato avviato” unitariamente. Dopo il no ricevuto dall’amministrazione comunale di Castelnovo Bariano veniva automaticamente a cadere la possibilità di coinvolgere i Comuni di Bergantino e Melara in quanto la fusione deve comunque prevedere la continuità territoriale fra tutti i Comuni coinvolti.

A questo punto l’amministrazione comunale, per opportuno chiarimento, sente il dovere di fare alcune considerazioni.

1-Il primo studio di fattibilità unionista (le 4C: Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano e Ceneselli), redatto da un team di docenti dell’università di Padova, certificava (e il secondo lo conferma logicamente) che nel 2010 l’indebitamento del Comune di Castelmassa assommava a 8.776.21,75 di euro, di cui 5.506.000,00 di prestiti obbligazionari (saremo curiosi di sapere cosa sono esattamente!). In pratica ogni cittadino massese aveva a quella data un debito di 2.005 euro, rispetto ai 760 di un caltese, ai 699 di un castelnovese e ai 495 di un cenesellese (punto critico evidenziato dal predetto studio e non l’unico). Siamo già all’autunno 2013 tanto che i debiti di Castelmassa sono ancor più lievitati ed è lecito oggi allora chiederci: chi li pagherà: E’ giusto che altri cittadini paghino i debiti di quelli massesi? Non sarebbe più opportuno avere tutti una stessa linea di partenza, specie contabile, in un progetto di fusione?.

2-Castelnovo Bariano, a suo tempo, offrì al preside la disponibilità, ovviamente temporanea, nel proprio plesso scolastico di locali idonei onde ospitare la segreteria dell’istituto comprensivo. L’amministrazione locale massese ha al contrario preferito trovarsi stanze anguste e inidonee a casa propria, magari pagando anche un affitto. E’ questo il concetto di fusione? O la vera intenzione della fusione proposta è proprio questa: concentrare tutto a Castelmassa?.

3-Solo ora, per confondere i cittadini, si sostiene che il no castelnovese ha fatto fuori Melara e Bergantino ma ciò è letteralmente falso! All’inizio del processo di fusione si è sempre e solo parlato di 4C (Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano e Ceneselli), non altro, il resto è aria fritta.

4-Si parla attualmente di contributi finanziari regionali per la fusione, solo ipotetici e non certi; tante belle parole sul futuro unionista delle 3C ma niente di sicuro. Si sostiene che, unendosi, le 3C potranno superare il patto di stabilità (l’obbligo statale per i Comuni di non fare spese impreviste); così allora potranno contrarre altri mutui e fare altri debiti!.

5-Non è vero che con Castelnovo Bariano si sarebbero superati i 10 mila abitanti, anzi si rimane abbondantemente al di sotto.

6-La fusione di Castelmassa, Calto e Ceneselli con pochi abitanti (circa 6.900) alla fine non avrà alcun peso politico né amministrativo!.

7-Si parla della caserma dei carabinieri e di quella dei vigili del fuoco di Castelmassa: a che serve? Perché tirare in ballo la sicurezza dei cittadini? Con la fusione non c’entrano niente! C’erano prima e ci saranno anche dopo l’eventuale fusione; non cambierà nulla e continueranno a dare gli stessi servizi di prima per tutte le comunità della zona esattamente come adesso (anzi i vigili del fuoco già ora vanno anche nella vicina provincia di Mantova!).

8-Cos’è tutta questa fretta di fusione? Non si potrebbe procedere con calma? Forse qualcuno è interessato alle future poltrone e vuole far presto?.

9-Troppo facile dare le colpe agli altri: la matematica non è un’opinione e i numeri dicono la verità.

Si invitano i sindaci delle 3 a non dare colpa agli altri del proprio fallimento progettuale. Castelnovo Bariano – conclude l’amministrazione comunale – ha agito nella massima correttezza e trasparenza, salvaguardando gli interessi dei propri cittadini. Rimaniamo a disposizione per tutti i chiarimenti possibili e pronti a confrontarci con tutti gli interlocutori possibili, sempre rispettando le opinioni altrui.

 

 

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