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Le Chiese della Riviera del Po

logo la svolta 233x240Nell’anno che è trascorso sulla questione Ricorso Fasci molto è stato scritto, purtroppo il nostro territorio è assurto alla cronaca principalmente per questo argomento. In svariate occasioni il gruppo di minoranza la Svolta ha avuto l’opportunità di ribadire la propria posizione che è sempre rimasta la stessa: da parte nostra nessun ricorso, ma la decisione di affidarci serenamente alla legge e al Sistema Giudiziario italiano per avere un giudizio di merito. Lo comprovano tutti i verbali delle sedute di Consiglio Comunale, le lettere protocollate e soprattutto le inascoltate richieste di collaborazione alla Amministrazione in carica. Nonostante questo in questi giorni abbiamo letto di tutto e di più sul nostro “losco” coinvolgimento nel ricorso e sulla ipotetica nostra manipolazione della questione. Troppo facile e scontato oggi attribuire responsabilità a noi. Lasciamo valutare ai lettori del seguito di questo articolo chi potrebbero essere gli attori ed artefici di questa triste vicenda. La questione poteva essere gestita diversamente dalla nostra Amministrazione? A nostro avviso si potevano fare scelte molto diverse in alcuni momenti importanti. Una breve cronistoria di cui possiamo produrre a chiunque dettagliata documentazione:

  1. A) Una settimana prima dell’insediamento del primo Consiglio Comunale il gruppo della Svolta ha inviato una lettera all’allora futuro Sindaco per chiedere se intendesse affrontare il problema.
  1. B) Nel primo Consiglio Comunale ricordiamo l'astensione del gruppo la Svolta nella votazione sulla legittimità della Consigliera Negrini ed il voto favorevole della maggioranza (non si poteva forse concordare una posizione comune?).
  1. C) L’Amministrazione ha deciso di farsi assistere dall’avvocato Gianoglio nel ricorso al TAR senza coinvolgere la minoranza. Abbiamo accettato la scelta e abbiamo proseguito nel nostro compito.
  1. D) L’onorevole Zolezzi in data 26.02.18 ha tenuto a Sermide e Felonica un incontro nel quale annunciava il ricorso della lista Fasci al Consiglio di Stato. Perché da quel momento la nostra Amministrazione non ha affrontato il problema (forte della sentenza TAR) ma ha lasciato a due singoli cittadini il compito di proseguire nell'appello incidntale? Non solo, contro il nostro parere ha deciso di costituirsi in giudizio contro quei due cittadini e non contro il ricorso dei Fasci. Nella mozione presentata in Consiglio comunale la maggioranza riportava la seguente dicitura: nel ricorso in appello della Sig.ra Fiamma Negrini non sussiste interesse alcuno per il Comune alla costituzione in giudizio”.

Oggi vorremmo invitare tutti i cittadini di Sermide e Felonica a leggere la Sentenza del Consiglio di Stato di cui riportiamo alcuni punti

……….violazione e la falsa applicazione dell’art. XII delle disposizioni transitorie della Costituzione – che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista – degli artt. 30 e 33 del d.P.R. n. 570/1960, della l.n. 645 del 1952, in quanto: - la lista «Fasci Italiani del Lavoro» e il suo candidato Sindaco non potevano essere ammessi alla competizione elettorale;

  • sia il nome del partito che il simbolo utilizzato – un fascio repubblicano posto al centro, con in basso il tricolore italiano richiamano espressamente i segni di riconoscimento del partito fascista;
  • lo Statuto del partito prevede continui richiami al fascismo, fino a ritenerlo l’unica soluzione politica allo scontro ed alla crisi «delle due concezioni politico-economico-sociale marxista e liberalcapitalista»;
  • il partito si pone in dichiarata linea di continuità con quello fascista, così come proclamato all’interno dello stesso Statuto;
  • il delegato di lista e primo candidato della stessa, Claudio Negrini, non ha mai nascosto l’intento del partito del «Fasci Italiani del Lavoro» di ricollegarsi al disciolto partito fascista, come aveva affermato nell’intervista del 27 gennaio 2017 rilasciata al quotidiano locale Gazzetta di Mantova, ove compare una sua immagine ove è ritratto innanzi alla foto di Benito Mussolini (alle sue spalle);
  • per pacifico e consolidato indirizzo della giurisprudenza amministrativa il richiamo al partito fascista costituisce causa di non ammissione di una lista elettorale.
  1. b) l’eccesso di potere per la inosservanza di circolare e delle istruzioni ministeriali e la conseguente contraddittorietà di comportamento e disparità di trattamento, in quanto:
  • nelle istruzioni del Ministero dell’Interno per le elezioni amministrative del 2017 era espressamente indicato a pagina 33 che, oltre ai simboli che riproducono immagini religiose o simboli di comuni, «sono vietati anche i contrassegni in cui siano contenute espressioni, immagini o raffigurazioni che facciano riferimento a ideologie autoritarie (per esempio, le parole «fascismo», «nazismo»,«nazionalsocialismo » e simili), come tali vietate dalla XII disposizione transitoria e finale, primo comma, della costituzione e dalla legge 20 giugno 1952 n. 645»;
  • la Commissione elettorale è incorsa in un evidente eccesso di potere, in quanto la sua decisione si sarebbe posta in diretto contrasto con le statuizioni del provvedimento ministeriale, valide su tutto il territorio nazionale...

Certo i tempi sono stati lunghi, ma se la nostra Amministrazione anziché agire sempre e solo in difesa della propria posizione, avesse collaborato per intraprendere un’azione comune e condivisa, gli avvenimenti avrebbero avuto un altro sviluppo.

 Gruppo consigliare “La Svolta”

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